Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La guida di Telecom a Cattaneo

Flavio Cattaneo è il nuovo amministratore delegato di Telecom Italia. La scelta per il dopo Patuano è avvenuta, come promesso, in tempi rapidi, rispettando tutti i passaggi canonici di governance, ma di fatto sulla base di un lavoro di preselezione già effettuato nei mesi scorsi direttamente da Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi, che in meno di un anno è diventato con il 24,9% l’azionista di riferimento dell’incumbent tricolore più forte di sempre: nessuno, dopo lo Stato, aveva mai avuto una quota tanto elevata. «Ottima notizia per il futuro di un gruppo solido come Tim e per l’Italia», ha commentato a caldo De Puyfontaine. «Portiamo a bordo un manager capace con il quale costriremo un tandem ben affiatato», ha promesso da parte sua il presidente Giuseppe Recchi.
Cattaneo siede già da due anni nel board e, se non ci fosse stata la riconferma ad amministratore delegato di Marco Patuano, sarebbe stato lui a guidare il periodo di transizione nel dopo Telco. La maggioranza del consiglio attuale, che scadrà tra un anno con l’assemblea di bilancio, era stata infatti tratta dalla lista presentata da Mediobanca per conto della compagine uscente che allora comprendeva, oltre a Piazzetta Cuccia, anche Generali, Intesa-Sanpaolo e Telefonica. Mediobanca, e in particolare il suo ad Alberto Nagel, è il grande sponsor del manager, cui sono riconosciute doti di ristrutturatore (fanno testo le recenti esperienze in Rai, Terna e Ntv). Vivendi, di cui è presidente Vincent Bolloré, in proprio a sua volta grande azionista della banca d’affari milanese, premeva per un’azione più incisiva di taglio dei costi che il precedente ad, reduce da una cogestione (con Franco Bernabé) nel corso della quale erano stati ridotti i costi di 5 miliardi in poco più di cinque anni, non era convinto che si potesse fare molto di più di quanto previsto dal piano industriale, anche se le “efficienze” di 600 milioni in tre anni erano considerate solo una base di partenza.
L’avvicendamento al vertice della compagnia di tlc ha seguito e, di fatto si è intrecciata, con l’analoga partita in Generali, dove la nomina a ceo di Philippe Donnet è maturata quando è stato ottenuto anche il consenso di Francesco Gaetano Caltagirone, azionista di peso nella compagnia triestina, di cui è vice-presidente, e componente del comitato nomine. L’imprenditore-editore romano, tra l’altro in ottimi rapporti con Bolloré, probabilmente avrà apprezzato che la scelta di affidare le redini del primo gruppo di tlc del Paese sia caduta su un manager da lui ben conosciuto per essere ed essere stato nei consigli di società del suo gruppo. Dal gennaio del 2008 all’aprile del 2015 Cattaneo è stato infatti consigliere indipendente di Cementir, dal marzo 2015 è presidente di Domus Italia.
De Puyfontaine l’ha incontrato due volte, l’ultima poco prima che partisse la procedura per la designazione del nuovo ad di Telecom, a conferma del gradimento dell’azionista di riferimento. Cattaneo era inoltre nella short list di tre nomi presentata dal presidente Giuseppe Recchi al comitato nomine. Essendo già consigliere, inoltre, la sua nomina non dovrà passare dalla ratifica dell’assemblea che sarebbe stata richiesta se la scelta fosse caduta su un manager cooptato dall’esterno.
Le deleghe, conferite al nuovo ad dal board di Telecom che si è riunito ieri, riguardano quindi, come precisa una nota della società, «le responsabilità del governo complessivo della società e del gruppo, inclusa la responsabilità di definire, proporre al Cda e quindi attuare e sviluppare i piani strategici, industriali e finanziarie tutte le responsabilità organizzative per garantire la gestione e lo sviluppo del business in Italia e in Sud America».
Contemporaneamente sono state ampliate e rafforzate le deleghe a Recchi che, nominato inizialmente dall’assemblea come “presidente indipendente”, è ora espressamente diventato presidente esecutivo. Oltre ad avere il compito, d’intesa con l’ad, di «identificare le linee-guida di sviluppo del gruppo» e a mantenere «la supervisione dell’elaborazione dei piani strategici, industriali e finanziari, della loro realizzazione e del loro sviluppo», Recchi aggiunge la «supervisione della definizione degli assetti organizzativi, nonché la supervisione in materia di security e sulla società Telecom Italia Sparkle», infrastruttura quest’ultima particolarmente sensibile perché collega, tra l’altro, il Medioriente al Nord America. A Recchi, in qualità di presidente, è stata inoltre confermata «la rappresentanza della società e del gruppo nei rapporti esterni con le Autorità, le istituzioni italiane e internazionali e gli investitori». Alle altre deleghe – comunicazione, legale, public affair e social responsability – si aggiunge inoltre la responsabilità organizzativa della funzione brand strategy che si unisce alla direzione media

Antonella Olivieri

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Generali, atto secondo. Francesco Gaetano Caltagirone, socio della compagnia al 5,6%, non molla sul ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tre mesi per le riforme. Cruciali, delicatissimi, fondamentali. Un calendario denso che nelle intenz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bastano uno smartphone o una chiavetta usb per registrare conversazioni dal vivo o telefoniche e rac...

Oggi sulla stampa