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La guerra delle poltrone i fondi all’attacco in metà delle quotate

A lle porte c’è una tornata assembleare particolarmente ricca. Mezzo listino che conta – 18 società del Ftse Mib su 40 – si appresta infatti a rinnovare il consiglio di amministrazione, o il collegio sindacale, o tutti e due. E sono società pesanti, come si è visto negli ultimi dieci giorni, che si sono portati dietro il crescendo rossiniano del tormentone delle nomine governative (Terna, Ansaldo Sts, Enel, Eni e Finmeccanica, per citarne alcune). Per non parlare dell’appuntamento clou della settimana, l’assemblea Telecom. Ma oltre all’azionista pubblico c’è un altro “azionista” forte, alle prese con la presentazione delle liste: è Assogestioni, o per meglio dire gli investitori istituzionali, che attraverso il Comitato dei gestori esprimono i consiglieri di minoranza nelle società in cui raggiungono il quorum per presentare (e poi far votare) le liste. E stavolta il “socio” fondi comuni presenterà aspiranti consiglieri e sindaci puntando a rinnovare almeno i posti che aveva nella tornata di tre anni fa, quindi 39 nomi (compresi i sindaci supplenti) a tutela delle minoranze. Probabilmente i candidati eletti stavolta saranno di più (anche perché ci sono delle nuove entrate). Alcune liste sono già uscite, altre lo saranno nei prossimi giorni/settimane. E dalla qualità dei candidati e dal turnover che verrà imposto si capirà quanta indipendenza e autorevolezza hanno i candidati “Assogestioni” (anche

se in realtà una componente importante è costituita dai fondi esteri). Quando il processo di selezione/ creazione della lista non è stato lineare, gli effetti si sono visti: le forti polemiche che un anno fa hanno accompagnato i candidati indipendenti per il rinnovo del consiglio di sorveglianza di Intesa hanno avuto come effetto, caso più unico che raro, la vistosa discesa delle preferenze andate alla lista Assogestioni, passata dal 15,5% dei voti in assemblea del 2010 ai 9,2% del 2013. Sul versante opposto la passata assemblea Telecom, dove invece le proposte Assogestioni- Fossati ebbero un’altissima adesione, anche da parte degli investitori esteri. Una novità – che si è già cominciata a manifestare – è la presenza delle quote rosa nelle liste Assogestioni, criterio rigidamente rispettato nella formulazione dei candidati; anche solo per questo elemento ci saranno cambiamenti in molte liste, per far posto alle donne. Poi ci sono alcuni nomi – anche di spicco che non ritorneranno in questa tornata assembleare. Ad esempio Luigi Zingales, che per sua scelta non si è ricandidato in Telecom in quanto a metà mandato avrebbe superato il tetto di nove anni presso la stessa società, fattore che comporta la perdita del requisito dell’indipendenza. O ancora Alessandro Profumo: l’ex numero uno di Unicredit non sarà ricandidato come consigliere indipendente per Eni perché dalla primavera 2012 è stato nominato presidente di Mps. Proprio poco dopo la sua nomina, verso la fine del 2012, Assogestioni ha adottato nuovi criteri secondo cui un professionista che sia in posizione apicale in una società quotata o in una banca non può essere contemporaneamente consigliere indipendente in un’altra società. Né ci sarà Franco Bruni nella lista Pirelli, perché è giunto ormai al nono anno consecutivo nella società di pneumatici (è attualmente vice presidente indipendente di Pioneer, la stessa sgr da cui proviene l’attuale presidente di Assogestioni, Giordano Lombardo). E’ possibile invece che in qualche lista di indipendenti ci sia l’economista Marco Onado. Di sicuro nelle ultime settimane il lavoro della società dei cacciatori di teste Russell Reynolds (Giulia Belloni è il personaggiochiave) ha raggiunto lo zenit. E’ compito loro, per conto di Assogestioni, selezionare un elenco di potenziali candidati per le varie società; da questo elenco poi il Comitato dei gestori (presieduto da Marco Vicinanza, Arca sgr) forma la lista da presentare in assemblea. Che, per statuto Assogestioni, deve essere rigorosamente di minoranza e non può mai proporre consiglieri che entrino in comitati esecutivi. Una volta eletti, i consiglieri Assogestioni però sono come i parlamentari: non rispondono al loro “azionista” per le posizioni prese, sono indipendenti anche da Assogestioni (anche se, ovviamente, c’è sempre la remora di non essere ripresentati nel caso in cui si assumano posizioni non gradite). Nel grafico qui sotto, l’andamento nell’ultimo anno dell’indice Ftse Mib

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