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La guerra dei dazi

Un’icona del “made in Italy” fin dagli anni della Dolce Vita, la Vespa della Piaggio, può diventare uno dei primi bersagli europei del protezionismo di Donald Trump. Lo annuncia The Wall Street Journal che anticipa la prima vera offensiva commerciale in preparazione contro l’Europa. Ben due simboli del made in Italy fanno parte della lista di possibili bersagli elencati dal quotidiano: oltre alla Vespa anche l’acqua minerale San Pellegrino, di proprietà della Nestlé. Poi ci sono la Perrier (anch’essa controllata da Nestlé), il Roquefort con altri formaggi francesi, il foie gras, altre moto leggere di fabbricazione europea come le svedesi Husqvarna e le austriache Ktm.
Il castigo allo studio sarebbe pesante: dazi punitivi fino al 100% del valore dichiarato di quei prodotti. Di che farne raddoppiare il prezzo all’istante, per i consumatori americani, probabilmente distogliendone molti. Secondo la ricostruzione del Wall Street Journal è l’eredità di un antico contenzioso che risale ai tempi di George W. Bush, poi si era trascinato senza venire risolto durante l’Amministrazione Obama.
La causa originaria: il divieto europeo che colpisce l’importazione di carne di manzo americana trattata agli ormoni. Nel 2008 l’organizzazione del commercio mondiale (Wto) diede torto agli europei. Nel 2009 Washington e Bruxelles raggiunsero un compromesso: il divieto europeo sarebbe stato applicato in modo più selettivo e mirato, in modo da ammettere negli scaffali dei supermercati Ue carne di manzo proveniente da allevamenti che non somministrano ormoni. L’accusa di Washington: quell’accordo non viene rispettato dagli europei.
Nel frattempo, nel 2015 il Congresso americano ha varato una nuova legge che rende più facile e spedito l’uso di dazi punitivi come strumento di rappresaglia nelle contese commerciali. E ora potrebbe essere proprio Trump a usarla. Si schiera contro la decisione di Trump Facebook Italia: «Il protezionismo per noi è un mezzo disastro, sta nella missione di Facebook di rendere il mondo aperto e connesso, per tanti attori di questo settore e tante piattaforme digitali è un controsenso», ha detto Luca Colombo, country manager del social media.
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, sottolinea che «un Paese come l’Italia deve essere affezionato all’idea che la qualità non ha frontiere e che dazi, protezionismi e chiusure non possono essere barriere in grado di mettere un freno alla qualità».

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