Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La guerra dei dazi gela le Borse Piazza Affari perde il 2,4 per cento

Brusco avvio di settimana per le Borse europee. I venti gelidi di una guerra commerciale planetaria innescata dai dazi imposti da Trump, insieme alla difficile ricerca di un compromesso politico sui migranti, hanno portato in profondo rosso i listini del Vecchio Continente. E come se non ci fossero altri motivi di tensione, ieri è stato reso noto anche il dato sulla fiducia delle imprese tedesche, l’indice Ifo: questo valore è risultato in calo rispetto a maggio ed è ai minimi da un anno.
Effetto della guerra dei dazi, è la spiegazione unanime, che contribuisce a gettare nuove perplessità sulla tenuta dell’economia. « L’andamento del ciclo tedesco ha implicazioni per il resto della zona euro » , sintetizza una nota della Direzione studi e ricerca di Intesa. Come dire, se la locomotiva d’Europa rallenta, anche gli altri vagoni arrancano.
E questo aiuta a spiegare la reazione molto negativa di Francoforte: ieri la Borsa tedesca ha avuto la maglia nera, con un calo del 2,46%. Ma non sorprende nemmeno che al secondo posto ci sia Piazza Affari, che ha accusato un ribasso del 2,44%. Tuttavia i cali sono stati generalizzati e ormai da inizio anno le performance delle Borse nel Vecchio continente hanno solo il segno meno. Parigi invece ha lasciato sul terreno l’1,92% Bisogna dire che anche Wall Street non naviga in acque tranquille: ieri tutti gli indici erano in territorio negativo e anche da inizio d’anno il Dow Jones ha il segno meno, a differenza del Nasdaq che invece resta saldamente in attivo. Ma ieri sono stati proprio i titoli tecnologi in Europa – a pagare un pedaggio importante, in vista dei timori dei dazi al settore hi- tech in Cina. Così a Milano Stm ha ceduto quasi il 5%, che porta a circa il 10% di perdita in meno di una settima, ma anche Infineon in Germania ha perso oltre il 5%. Male, sempre per le tensioni commerciali, anche le auto: -3% Fca, ancora una volta in buona compagnia con i titoli tedeschi, da Daimler (- 2,7%), a Bmw (- 1,8%) a Volkswagen (- 2,44%). E male, stavolta per i dazi sull’acciaio, anche Tenaris (- 4,27%). Per una volta le banche sono scese ma non precipitate, nonostante lo spread sia salito di 14 punti, a quota 248, limitando i danni tra il 3,6% di Banco Bpm e il 2,57% di Ubi. Nel settore finanziario il risultato peggiore l’ha avuto Unipol, che ha perso il 6% dopo l’assalto a Bper (-2%).

Vittoria Puledda

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa