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La Guardia di Finanza indaga su Impregilo

La Guardia di Finanza entra in Impregilo. Gli accessi sono stati decisi alla fine della scorsa settimana e negli stessi giorni un centinaio di uomini del terzo gruppo milanese del Nucleo speciale polizia valutaria della Gdf avrebbero fatto visita anche agli uffici del gruppo Salini, e alla sede della Sina (appartenente al gruppo Gavio). Secondo alcune fonti i militari avrebbero chiesto di poter avere accesso anche agli uffici della filiale in Romania del general contractor.
La Guardia di Finanza si sarebbe mossa su richiesta del dipartimento reati economici e finanziari della Procura di Milano coordinato da Francesco Greco per acquisire documenti riguardo una partita assai delicata che chiama in causa sia il costruttore romano che il colosso delle grandi opere: la partecipazione alla gara per la realizzazione di un’autostrada che colleghi Timisoara a Deva, passando per Lugoj. Un progetto dalla forte valenza strategica perché fa parte del corridoio europeo da Berlino fino a Costanza sul Mar Nero. Su quella gara, recentemente, è scoppiata un’agguerrita polemica in seno all’azionariato di Impregilo. Come è noto il general contractor è attualmente guidato da Pietro Salini che all’assemblea dello scorso luglio ha vinto il primo scontro con l’altro azionista forte del gruppo, i Gavio. Che da quel giorno, tuttavia, ha posto con insistenza il tema di un potenziale conflitto di interesse legato al doppio ruolo che Salini riveste: l’imprenditore, infatti, è contemporaneamente amministratore delegato di Impregilo e al vertice del gruppo Salini. Un conflitto che, secondo alcune interpretazioni, sarebbe emerso proprio nella vicenda Romena. Entrambe le società, infatti hanno partecipato alla gara seppure su lotti differenti. In particolare, la commessa, piuttosto importante, è divisa in quattro lotti del valore di un miliardo di leu (250 milioni di euro) ciascuno. La Cnadnr di Bucarest (equivalente della nostra Anas) ha indetto quattro gare, una per ogni tratta e la lista dei partecipanti è stata fin da subito piuttosto folta con i principali big italiani ed europei schierati. Impregilo, dal canto suo, ha partecipato ai lotti 3 e 4 della Lugoj-Deva mentre Salini è sceso in campo per il lotto 2. Quando il 22 agosto sono state aperte le buste, tuttavia, il general contractor è risultato essere a un passo dall’esclusione, complice il fatto che si è classificato sesto nel lotto 3 e nono nel lotto 4. Salini, invece, in tandem con la Secol, è ancora in pista sul lotto 2, dove si è piazzata seconda. La gara, in teoria, non è ancora finita ma le possibilità di Impregilo di risalire la graduatoria appaiono al momento assai risicate.
L’intera vicenda, quindi, ha inevitabilmente scatenato un polverone che ha alimentato accuse incrociate. Da un lato c’è chi ha sollevato il tema del conflitto di interesse, dall’altro il fronte Salini si è difeso sostenendo di essere oggetto di una campagna di disinformazione. In particolare, la società ha precisato che «a proposito delle gare per la costruzione di un’autostrada in Romania, il management operativo di Impregilo ha selezionato due lotti dei quattro disponibili, in quanto la società disponeva dei requisiti richiesti dal bando di gara esclusivamente per partecipare a due lotti. Grazie, quindi, all’esperienza già maturata nel paese, il management ha prescelto i due lotti che erano contigui fra loro e quindi offrivano opportunità di economie di scala, miglior redditività e più alta probabilità di aggiudicazione». Una circostanza, quest’ultima che non sembra essersi verificata. Ed è proprio a questo punto che la Procura avrebbe deciso di intervenire acquisendo le carte per fare luce sull’intera vicenda. Che rappresenta, in buona sostanza, l’ultimo atto dell’acerrimo scontro tra l’attuale azionista di controllo, Salini, e il gruppo Gavio che ha la stessa quota di capitale dell’imprenditore romano.

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