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La Grecia si arrende al piano: vende lotterie e autostrade

di Ivo Caizzi

BRUXELLES— La Grecia, subito dopo le pressioni dei ministri finanziari europei nell'ultimo Eurogruppo/Ecofin, ha deciso di accelerare il piano di privatizzazioni e le altre misure necessarie sia per evitare una traumatica ristrutturazione del debito pubblico, sia per ottenere nuovi aiuti dall'Ue e dal Fmi di Washington. Il governo di Atene ha annunciato la nomina di numerosi advisor bancari proprio per lanciare le vendite di importanti attività dello Stato relative a 15 diversi progetti. Il ministro delle Finanze George Papacostantinou ha poi promesso misure aggiuntive di austerità per circa 6 miliardi, che non dovrebbero comprendere ulteriori tagli agli stipendi e alle pensioni del settore pubblico (già surriscaldato dalle proteste sindacali e dagli scioperi). All'asta verrà messa la quota statale della Opap, la più grande compagnia di giochi d'azzardo europea. Verranno offerte concessioni autostradali, frequenze per le telecomunicazioni, attività energetiche, le ferrovie, l'aeroporto di Atene e una massa di beni immobili. Il premier greco Georges Papandreu ha garantito il raggiungimento dell'obiettivo di incamerare 50 miliardi di euro con questa tornata di privatizzazioni, in modo da ridurre il debito pubblico intorno al 20%. Deutsche bank, Credit Suisse, Credit Agricole, Bnp Paribas e altri advisor stranieri parteciperanno all'operazione insieme alla Banca nazionale della Grecia e ad altri istituti finanziari ellenici. Anche la Banca centrale europea e il Fondo monetario hanno aumentato le pressioni sul governo di Atene per sollecitare l'impegno nel risanamento dei conti pubblici. Soprattutto la Bce continua a sconsigliare l'ipotesi alternativa di «ristrutturazione soft» del debito, emersa nell’Eurogruppo/Ecofin, perché avrebbe conseguenze pesanti per l'affidabilità finanziaria della Grecia e metterebbe in serie difficoltà le banche esposte nel Paese. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha provocato polemiche chiedendo ai greci di pensionarsi più tardi e di lavorare di più perché «non possiamo avere una moneta unica e alcuni con molte vacanze e altri con molte di meno» .

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