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La Grecia preoccupa l’America

di Luigi Offeddu

BRUXELLES— Come e quando aiutare la Grecia che annaspa, l’Europa lo deciderà oggi e domani nel vertice dei capi di Stato e di governo Ue. Ma qualche idea, naturalmente c’è già. Come quella lanciata l’altro ieri dal presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso: sbloccare un miliardo di euro in fondi europei per la coesione, già destinati ad Atene e ora fermi perché manca il co-finanziamento greco. La proposta ha fatto subito discutere: non solo la Grecia (dove il premier George Papandreou ha avuto un primo sì alle riforme dal suo ritrovato governo), ma anche altri Paesi «piccoli» si sono schierati a favore. E non tutti sanno che è una proposta di marchio italiano. Viene infatti da Benedicta Marzinotto giovane economista del centro di studi Bruegel di Bruxelles e dell’Università di Udine: dopo averci lavorato su dal novembre 2010, l’ha raccolta in una pubblicazione del febbraio 2011, poi presentata alla Commissione; e l’altro ieri, Barroso l’ha fatta propria. «Che i fondi europei siano spesi male e in ritardo non è certo una novità— spiega la studiosa— ma qui il fatto è più evidente: nel momento in cui si chiedono sacrifici alla Grecia, vi sono fondi già stanziati proprio per la Grecia, e non usati, pari al 7%del suo Pil» . L’idea fa discutere anche perché tocca l’antico tasto dolente della distribuzione dei soldi europei. Che a volte beneficia solo i «grandi» . Come nel caso della Pac, la politica agricola comunitaria: assorbe da sola il 40%del bilancio europeo, circa 50 miliardi su 130; e una buona parte di aiuti diretti ad aziende come quella del principe Carlo di Inghilterra. Al primo posto, nella lista di chi riceve i fondi, ci sono 770 «soggetti agricoli» tedeschi che percepiscono ciascuno più di 500 mila euro: «Ci vuole una Pac più equa, più adatta ai tempi – protesta Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura al Parlamento europeo ed eurodeputato socialista— Così che arrivino gli stessi fondi a chi ne fa buon uso, ma non vadano tutti alla regina Elisabetta» . Mentre si discute sui fondi, il commissario agli affari economici Olli Rehn comunica che pensa di nuovo all’emissione di eurobond. Ma intanto, i mercati reagiscono maluccio alla fiducia conquistata da Papandreou. E sia Jean-Trichet, presidente della Bce, che Ben Bernanke della Federal Reserve ammoniscono sui rischi contagio. Da Bernanke arriva un implicito ma chiaro appello agli europei perché evitino un «default» disordinato della Grecia. Separatamente, la Fed ammette anche che la ripresa è più lenta del previsto e promette che terrà ancora bassi i tassi di interesse.

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