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La Grecia manda in tilt le Borse Varoufakis: “Il problema è l’austerity non le riforme”

Alexis Tsipras vince ai punti il primo scontro con la minoranza di Syriza mentre il rischio di default della Grecia manda di nuovo in tilt i mercati. Piazza Affari – una delle poche Borse aperte ieri per le feste di Pentecoste – ha lasciato sul terreno il 2% dopo che il ministro degli interni Nikos Voutsis ha detto che «senza intese Atene non pagherà gli 1,6 miliardi che deve restituire all’Fmi a giugno. Ancora peggio (-3,1%) è andata al listino ellenico, zavorrato dalle banche.

Il governo e i creditori riprenderanno oggi i negoziati per cercare di arrivare a un accordo entro il 5 giugno, data entro cui va onorata la prima rata da 305 milioni con Washington. Gli uomini di Tsipras si presentano al tavolo forti del primo successo sul fronte interno: il premier ha incassato infatti al Comitato centrale del suo partito il «sì» a una mozione morbida che lo vincola a non «accettare ricatti e a non firmare intese simili al vecchio memorandum». Sconfitta invece anche se di misura (95 voti a 75 più una scheda bianca) la proposta dell’ala radicale di Piattaforma della sinistra che aveva proposto un documento in cui si impegnava il governo a non pagre il Fondo nel caso «fossero continuate le estorsioni dei creditori» chiedendogli allo stesso tempo di iniziare a studiare «ipotesi alternative». Vale a dire l’uscita dall’euro. I prossimi giorni serviranno per provare a trovare una difficilissima quadra, specie su lavoro e pensioni. «Il nostro problema non sono le riforme che siamo pronti a fare, ma l’austerity che c’è stata imposta» ha ribadito ieri il ministro delle finanze Yanis Varoufakis. Il 71% dei greci – sostiene l’ultimo sondaggio di Public Issue – è favorevole a rimanere nell’euro mentre Syriza resta largamente in testa nei sondaggi. Il compito di Tsipras è riuscire a trovare un percorso per tenere insieme le due cose senza irritare una maggioranza parlamentare fragile, dove Piattaforma della sinistra gestisce almeno una trentina di voti in Parlamento, decisivi per la maggioranza.
Ad agitare le acque ad Atene ci ha pensato ieri anche Dora Bakoyanni, una delle figure più carismatiche dell’opposizione di Nea Demokratia: «La situazione è molto delicata – ha provocato – e temo che in assenza di passi avanti, durante il prossimo week-end (in Grecia sarà vacanza anche lunedì, ndr) possano essere introdotti controlli ai capitali». Lo escludiamo – ha risposto il portavoce del governo Gavriil Sakellaridis – accusando la politica del centrodestra di avvelenare i pozzi nel tentativo di innescare di nuovo la fuga di capitali dai conti correnti. Da fine anno scorso i cittadini ellenici hanno fatto sparire dai caveau delle banche ben 30 miliardi, quasi il 20% del totale dei depositi nazionali.
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