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La Grecia «commissaria» Varoufakis

Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha deciso un rimpasto-blitz della sua squadra di negoziatori con i creditori internazionali. A guidare la squadra non sarà più Nikos Theocharakis, uomo di fiducia dell’esuberante ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, ma George Chouliarakis, uomo vicino al vice premier Yannis Dragasakis, un economista che aveva presentato ai banchieri di Londra il programma elettorale di Syriza prima del voto del 25 gennaio. Chouliarakis ha partecipato come esperto ai negoziati condotti dal precedente governo Samaras e gode della fiducia delle controparti.
Inoltre Tsipras ha formato un gruppo di lavoro in seno al governo per seguire i negoziati politici con i creditori. Del gruppo fa parte Varoufakis, ma il suo coordinamento è affidato al vice ministro per le Relazioni Esterne, Euclides Tsakalotos, un pacato economista che ha studiato a Oxford. I cambiamenti nella squadra per i cruciali negoziati con i creditori giungono dopo che dall’Eurogruppo sono filtrate forti critiche contro Varoufakis. Le fonti greche sottolineano tuttavia che Tsipras ha rinnovato la sua fiducia verso il ministro delle Finanze. Varoufakis si muove nel solco delle decisioni collettive del governo, sottolineano le fonti, e continuerà a lavorare per «una soluzione sostenibile» della crisi finanziaria greca. In realtà la mossa appare come un “commissariamento” di Varoufakis.
Riconfermato l’incarico al ministro Varoufakis, ma sembra chiaro che il suo ruolo viene depotenziato, dopo la burrascosa riunione di venerdì scorso all’Eurogruppo a Riga dove alcuni colleghi europei lo hanno apostrofato come «dilettante» e «perditempo». Positiva la reazione dei mercati alla notizia, con i rendimenti sui titoli di Stato greci in discesa su tutte le durate.
«Varoufakis in amministrazione controllata». Eloquente il titolo con cui il quotidiano online To Vima ha riassunto la vicenda: «Il governo mette Varoufakis in amministrazione controllata». Nel testo però il giornale spiega che con tale decisione il governo intende «estendere il sostegno» al ministro delle Finanze.
Il cancelliere Angela Merkel e Alexis Tsipras hanno concordato di tenere sempre aperto il filo diretto per assicurare che il negoziato continua. Ci si chiede comunque se la decisione di ieri riflette effettivamente l’esigenza di Tsipras di dare un segnale ai ministri dell’Eurogruppo o di prendere in mano direttamente il negoziato.
Il vice ministro Tsakalotos, studente a Oxford, ha infatti il profilo giusto per trattare con i rappresentanti dei creditori, cioè ha caratteristiche diametralmente opposte rispetto all’irruento ministro delle Finanze, i cui rapporti personali con diversi colleghi dell’Eurogruppo, a cominciare dal tedesco Wolfgang Schaeuble, appaiono ormai compromessi dopo numerosi vertici andati a vuoto. Nonostante la conferma formale al suo posto, insomma, nella nuova squadra Varoufakis dovrebbe avere meno voce in capitolo.
Positive le prime reazioni al rimpasto. «Non ho familiarità con questo cambio di negoziatori, ma sono fiducioso che un accordo con la Grecia ci sarà»: così il vicepresidente Bce Vitor Constancio a margine di un evento dopo il rimpasto del gruppo dei negoziatori.
Ma intanto un sondaggio della Reuters presso dei trader ha riscontrato il 40% di probabilità dell’uscita della Grecia dall’Eurozona.
Secondo la Bild, in una telefonata di domenica sera al cancelliere Merkel (confermata ieri dal portavoce) e al leader dell’Euroguppo Jeroen Dijsselbloem, Tsipras avrebbe spinto per ottenere un consiglio europeo straordinario questa settimana. Obiettivo del premier, convincere l’Europa al versamento di nuovi aiuti ad Atene, a fronte del rischio fallimento che correrebbe il Paese nelle prossime due settimane. Intanto, secondo fonti del ministero delle Finanze, il governo sarabbe al lavoro per preparare un disegno di legge che recepisca alcune delle riforme strutturali chieste dai creditori, a cominciare da quella fiscale.

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