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La grande tensione spaventa anche le Borse

di Giuliana Ferraino

MILANO — Il pericolo di una catastrofe nucleare in Giappone, già in ginocchio dopo il terremoto e lo tsunami di venerdì scorso, scuote i mercati azionari mondiali. Il tema dominante, dal Sol Levante all’Europa fino all’America, è la fuga dagli asset rischiosi per trovare protezione in titoli di Stato e Bund. Perfino l’oro, tradizionalmente un bene rifugio quando si scatena il panico tra gli investitori, ha perso terreno ieri. Una reazione che il capo economista dell’Ocse, Carlo Padoan, ha definito «simile a quella avuta dopo l’ 11 settembre» . E ha spiegato: «Prima uno choc notevole, quindi una reazione dei mercati e infine una risposta coordinata delle autorità monetarie» . Dopo lo choc del weekend, ieri è toccato ai mercati. Il prezzo più alto lo paga la Borsa di Tokio. L’indice Nikkei è caduto del 10,55%, ma era sceso del 14%subito dopo le parole del premier Naoto Kan, che invitava la popolazione a chiudersi in casa dopo le nuove esplosioni nella centrale di Fukushima che hanno fatto innalzare il livello di radioattività e impaurito anche il resto del mondo. Per il listino giapponese è il terzo maggior crollo della storia dopo il tonfo del 20 ottobre 2007 (-14,9%) e quello del 16 ottobre 2008 (-11,4%). Per arrestare il panico, il ministro delle Politiche economiche e fiscali, Kaoru Yosano, ha perfino ipotizzato un intervento diretto del governo per sostenere i mercati, dopo che la Banca centrale (Boj), in due giorni, ha iniettato 23 mila miliardi di yen, circa 202 miliardi di euro. Martedì nero anche per gli altri listini asiatici, con Hong Kong in calo del 2,9%. In Europa non è andata meglio. A Francoforte il Dax ha chiuso in flessione del 3,19%, colpito da pesanti vendite sulle grandi società di riassicurazione e sulle utility dopo lo stop di Berlino al prolungamento della vita dei reattori più vecchi. A Parigi il Cac 40 il 2,51%, a Londra il Ftse 100 ha perso l’ 1,38%, mentre a Milano il Ftse Mib è sceso del 2,01%. Gli unici segni più riguardano, per il secondo giorno di fila, le società dell'energia pulita, come Nordex, specializzata in turbine del vento (+19%), Solarworld (+23%) e Q-Cells (+17%). Oltreoceano, Wall Street nel finale ha in parte contenuto le perdite, dopo che la Federal Reserve ha comunicato di mantenere intatte le misure di quantitative easing per aiutare la ripresa economica in atto. A fine seduta il Dow Jones ha segnato -1,15%, lo S&P 550 -1,12%e il Nasdaq -1,25%. Lo stop forzato a molte attività produttive in Giappone ha fatto diminuire ancora il petrolio, che ieri a New York è sceso a 97,18 dollari al barile (-3,8%). Bisognerà però vedere fino a quando i problemi giapponesi prevarranno sulle turbolenze in Medio Oriente, ora estese anche al Bahrain.

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