Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La grande paura per i Btp Spread a 553, tassi record

di Stefania Tamburello

ROMA — L'annuncio delle dimissioni del premier Silvio Berlusconi non è bastato. I mercati hanno reagito nella maniera più negativa all'incertezza sui tempi e sulla soluzione della crisi. I titoli pubblici italiani sono finiti sotto attacco e le vendite massicce iniziate sin dall'apertura delle contrattazioni hanno fatto schizzare i rendimenti dei Btp a livelli mai toccati dall'introduzione dell'euro: la soglia del 7% per i decennali è stata rapidamente superata fino a raggiungere il 7,5 e lo spread con il Bund tedesco di uguale durata si è allargato raggiungendo i 575 punti base.
La rottura degli argini del debito sovrano del Paese si è riversata a Piazza Affari innescando il tracollo delle quotazioni, trainato dai titoli delle banche e da quelli di Mediaset, il gruppo della famiglia Berlusconi. Un mercoledì nero, anzi nerissimo per la Borsa e i titoli pubblici, anche a causa della decisione annunciata a sorpresa da Clearnet, la società internazionale che regola le contrattazioni, di aumentare la situazione alzando la garanzia sui titoli italiani appesantendone i costi per i loro possessori e gli acquirenti, primi fra tutte le banche. Martedì sera Clearnet aveva smentito una tale iniziativa, ma poi ieri è ugualmente intervenuta peraltro senza notificare la misura alle autorità competenti, fra le quali la Banca d'Italia. Un comportamento questo che ha attivato i sospetti della Consob che ha deciso di avviare un'indagine per accertare la regolarità e la correttezza della società.
Il disastro dei mercati ha dato un colpo d'accelerazione al dibattito politico interno anche se è stato l'intervento deciso della Bce — che è tornata ad acquistare titoli italiani sul secondario a due riprese seppure per importi modesti, ma tuttavia efficaci visto la rarefazione degli scambi e comunque sufficienti a consentire il funzionamento regolare dei mercati — a frenare il crollo.
Ed è stata la presa di posizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha confermato le dimissioni di Berlusconi e la rapida soluzione dell'incognita su elezioni o governo tecnico, a fermare l'impennata e a consentire il rientro dei valori. Che restano comunque allarmanti in attesa della riapertura dei mercati di oggi e dei risultati dell'asta dei Bot annuali: i Btp decennali hanno chiuso con un rendimento al 7,27% mentre lo spread è rientrato a 553 punti base. La Borsa di Milano, che era arrivata a perdere il 5%, ha chiuso limitando il passivo a 3,78% con Mediaset, maglia nera, in calo del 12% e Unicredit del 6,8%. In discesa, comunque, anche le altre borse europee con Parigi in negativo per il 2%, Francoforte per l'1,8% e Londra per l'1,9%. Hanno tremato anche i titoli pubblici francesi il cui differenziale col bund tedesco ha toccato il suo massimo storico a 148 punti. In Banca d'Italia, l'incontro con la delegazione degli osservatori della Commissione europea e della Bce si è svolto a livello tecnico con i responsabili dell'Area ricerche e del Centro Studi. I quali hanno ribadito la posizione della Banca, espressa a più riprese, dal vecchio e dal nuovo governatore, Mario Draghi e Ignazio Visco. Si rivedranno oggi perché l'obiettivo della Commissione, condiviso dalla Bce, è di presentare il rapporto sul monitoraggio fatto sull'azione di politica economica dell'Italia all'Ecofin di fine novembre.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un discorso autonomo, sugli incentivi, va dedicato ai datori di lavoro dei servizi finanziari e assi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il sì definitivo al decreto legislativo correttivo del Codice della crisi cambiano anche le reg...

Oggi sulla stampa