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La grande impresa perde posti

Prosegue l’ondata di dati congiunturali che si prestano a una lettura rassicurante. Ieri è stata la volta di quelli relativi all’occupazione nelle grandi imprese e alla produzione industriale. Nel primo caso l’indice relativo allo scorso dicembre indica che rispetto al mese precedente l’occupazione nelle grandi imprese ha fatto registrare in termini destagionalizzati una diminuzione dello 0,2% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni e un aumento dello 0,1% al netto. Questo vuol dire, spiega l’Istat che su base annua il calo sia dello 0,9% al lordo della Cig e dello 0,4% al netto.
Al netto degli effetti di calendario il numero di ore lavorate per dipendente registra, rispetto a dicembre 2013, una diminuzione del 2,4%. L’incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 24,8 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 8,5 ore ogni mille rispetto a dicembre 2013.
Il dato che deve inevitabilmente essere letto insieme all’ultima rilevazione sulla disoccupazione – a gennaio per il secondo mese di fila in flessione (12,6%) – pare dunque indicare che per quanto il recupero non sembri coinvolgere ancora le grandi imprese, che risentono ancora fortemente della crisi degli ultimi anni, sicuramente la flessione della cassa integrazione e la ripresa dell’occupazione al netto di questa indicano come la corsa verso il verso il basso si sta arrestando.
Resta tuttavia penalizzante l’andamento del costo del lavoro che è cresciuto dello 0,7%: la retribuzione lorda per dipendente (al netto dei dipendenti in cassa integrazione) è aumentata dello 0,8% nel 2014 rispetto all’anno precedente.
Non lascia dubbi interpretativi invece il dato relativo alla produzione che, stando a quanto segnala il Centro studi di Confindustria nella sua indagine rapida, a febbraio è cresciuta dello 0,2% su gennaio ed aumentata, al netto del diverso numero di giornate lavorative, dell’1,2% rispetto a febbraio del 2014. In gennaio si era avuto un progresso dello 0,2% su dicembre e dello 0,3% sullo stesso mese dell’anno scorso. Gli ordini in volume hanno registrato in febbraio una crescita dello 0,6% sul mese precedente (+0,8% su febbraio 2014).
«Nel primo trimestre 2015 – aggiunge dunque il Csc – si ha una variazione acquisita della produzione industriale di +0,7%. Nel quarto trimestre 2014 si era avuto un calo dello 0,1% congiunturale. La fiducia nel manifatturiero delinea un miglioramento delle condizioni nel settore: in febbraio il saldo dei giudizi sui livelli di produzione è aumentato per il secondo mese consecutivo (-18 da -19); quello sugli ordini totali è salito ai massimi da luglio 2011 (-20 da -23), grazie soprattutto al significativo contributo della domanda interna; sono più positive anche le attese di ordini e produzione».

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