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La grande corsa ai nuovi Bot

di Giovanni Stringa

MILANO — Sono scesi dal 6,6% all'1,2% nel giro di quattro mesi: i rendimenti dei Bot semestrali, delicatissimi indicatori del rischio-Paese nel breve periodo, sono ieri calati al livello di 17 mesi fa. Correva l'anno 2010, la crisi del debito pubblico italiano non era ancora scoppiata e l'economia cresceva, pur dopo la batosta subita dal Prodotto interno lordo nel 2009.
Ieri il Tesoro ha venduto con un'asta oltre 12 miliardi di euro di titoli a breve termine, a fronte di una domanda da circa 19,5 miliardi. I Bot semestrali, assegnati per 8,75 miliardi e richiesti per 11,871 miliardi, hanno segnato un rendimento medio lordo dell'1,202%; i Bot flessibili — con durata di 295 giorni — hanno attirato 7,67 miliardi di richieste a fronte dei 3,5 miliardi piazzati, con un rendimento dell'1,29%. Sembra una conferma delle parole — poche ore prima al G20 di Città del Messico — del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e del vice ministro Vittorio Grilli, per i quali l'interesse degli investitori stranieri sui titoli di Stato italiani sta tornando.
Le obbligazioni pubbliche, e non solo quelle italiane, hanno anche beneficiato della forte massa di liquidità ancora presente sul mercato monetario: una liquidità che sta determinando un generale calo dei tassi interbancari (l'Euribor a tre mesi è sceso sotto la soglia dell'1%); dietro ci sono probabilmente i maxi prestiti della Banca centrale europea alle banche, che potrebbero usare parte dei finanziamenti proprio per comprare bond pubblici. E il trend al ribasso dei tassi potrebbe accelerare ulteriormente nei prossimi giorni, con la nuova iniezione di liquidità che la Bce sta per lanciare alla nuova asta a 36 mesi prevista domani.
Intanto, tornando alla piazza italiana, oggi sono previsti nuovi collocamenti: in lizza ci sono i Btp a 5 e 10 anni, con un'offerta stimata tra 5 e 6,25 miliardi di euro. Sul fronte dei decennali, lo spread con la Germania è rimasto sostanzialmente stabile a 359 punti, mentre il rendimento dei Btp italiani si è attestato al 5,46%.
Anche Berlino ha bussato ieri alla porta del mercato del credito per finanziare il proprio bilancio pubblico. Con risultati — come previsto — decisamente invidiabili per le casse statali: il Tesoro tedesco ha piazzato titoli di Stato annuali per 2,545 miliardi di euro a un rendimento — quasi rasoterra — dello 0,0768%. E la domanda ha superato del 90% l'offerta.
Meno brillante l'andamento delle Borse europee: tutti in rosso i principali listini, con Milano maglia nera a -1,09%. Piazza Affari è stata spinta al ribasso da comparto bancario, lo stesso che ieri potrebbe essere stato il protagonista degli acquisti di Bot. Sono banche quattro dei cinque titoli che hanno perso di più tra le grandi quotate dell'indice Ftse Mib. Meglio è invece andata a Wall Street, che ha chiuso la giornata con un nuovo rialzo e un nuovo record quadriennale: lo Standard & Poor's 500 — indice riassuntivo delle maggiori blue chip americane — ha chiuso in crescita dello 0,14% arrivando a livelli non più toccati dalla primavera del 2008.
 

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