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La Gran Bretagna esce dalla recessione

La “buona notizia” promessa dal premier David Cameron è arrivata: la Gran Bretagna è fuori dalla recessione. I dati sul prodotto interno lordo del terzo trimestre, resi noti ieri dal l’Istituto nazionale di Statistica (Ons), hanno sorpreso in positivo, mostrando una crescita dell’1% dopo tre trimestri negativi. Il Governo esulta ma gli economisti, che avevano previsto un +0,6%, invitano alla cautela.
Era da cinque anni che l’economia britannica non registrava un balzo in avanti così pronunciato e la sterlina ha subito festeggiato rafforzandosi sia sul dollaro che sull’euro. «Questo è un altro segnale che l’economia si sta riprendendo, – ha dichiarato il cancelliere dello Scacchiere George Osborne. – Abbiamo ancora molta strada da fare, ma questi dati dimostrano che siamo sulla via giusta».
I servizi, che rappresentano l’80% dell’economia britannica, hanno registrato un aumento dell’1,3% dopo la contrazione del trimestre precedente. Anche la produzione industriale è salita a sorpresa dell’1,1%, mentre l’edilizia ha registrato un ulteriore calo del 2,5% che porta al 10,8% la contrazione del settore nell’ultimo anno.
Almeno metà dell’aumento del Pil è dovuto però a due circostanze straordinarie. In primo luogo l’effetto positivo delle Olimpiadi e Paralimpiadi che Londra ha ospitato quest’estate. Secondo l’Ons solo le vendite di biglietti per i Giochi hanno contribuito 0,2% al Pil, ma è impossibile calcolare con precisione altri elementi come il boom dell’occupazione temporanea o l’aumento del turismo e il suo impatto sul hotel e ristoranti.
Il secondo fattore “una tantum” è il Giubileo per i sessant’anni dall’incoronazione del la Regina Elisabetta II. Le celebrazioni di giugno sono state giornate di vacanza in più che a causa della mancata produttività hanno pesato sul Pil del secondo trimestre “regalando” uno slancio dello 0,5% al dato del terzo. Sommando quindi i due fattori straordinari la crescita reale è stata dello 0,3%: abbastanza da far sperare che il dato annuale sia positivo, ma con molti punti interrogativi.
«Prevediamo che le condizioni restino positive anche nel quarto trimestre», ha detto ieri John Cridland, direttore generale della Cbi. Nonostante alcuni segnali positivi come la ripresa delle vendite al dettaglio, un tasso di occupazione ai massimi da tre anni e il calo dell’inflazione, scesa dal 5,2% dell’anno scorso al 2,2% attuale, l’economia britannica potrebbe peró secondo molti ripiombare in recessione nei prossimi mesi.
«Con l’austerità che continua e la domanda esterna frenata dalla crisi del debito nell’eurozona, oltre alle incertezze sul futuro degli Stati Uniti dopo le elezioni, – ha commentato ieri Azad Zangana, European Economist di Schroders, – la nostra opinione è che la Gran Bretagna resti a rischio di una terza recessione nel 2013».
La buona notizia di ieri potrebbe concedere una pausa di riflessione alla Banca d’Inghilterra. È probabile che alla prossima riunione di novembre la Monetary Policy Committee decida che non è necessario fare altre interventi di sostegno, ma secondo gran parte degli economisti il programma di quantitative easing è destinato a riprendere nei prossimi mesi.

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