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La giustizia ora riparte

Ripartire a Milano. È martedì 12 maggio il D-day per la fase 2 della Giustizia: Via Arenula promette che ci saranno «più processi» dopo lo stop per l’emergenza ma solo grazie ad «accordi con avvocati e Asl». Il Tribunale ambrosiano dirama le linee guida per le cause civili concordate con l’Ordine forense: spetta al giudice scegliere la modalità dell’udienza fra videoconferenza con Teams e trattazione scritta in base a natura e specificità della controversia.

Gestione e netiquette

Se il giudice opta per Teams, il provvedimento annuncia a procuratori, pm e ctu almeno sette giorni prima l’ora dell’udienza e contiene un link con cui collegarsi all’aula virtuale. L’appuntamento può essere fissato anche di pomeriggio. Almeno tre giorni prima gli avvocati mandano una mail al magistrato con i recapiti dove possono essere contattati in caso di malfunzionamento: Pec, mail ordinaria e numero telefonico. Per tutta l’udienza online legali e parti devono tenere attivata la funzione video e tramite quella audio il giudice dà la parola all’uno o all’altro. E i documenti? Se non è stato possibile depositarli telematicamente in consolle, scatta la condivisione dello schermo, sempre se autorizzata. Ma l’avvocato deve averli scansionati in precedenza e tenerli pronti, oltre a regolarizzare poi il deposito secondo le regole Pct. A fine udienza, che non si può registrare, i procuratori sono invitati a dichiarare a verbale che lo svolgimento con l’applicativo è stata regolare.

Sinteticità e chiarezza

Passiamo alla trattazione scritta. Il giudice può mantenere la data di udienza già fissata, stabilirne un’altra anticipata o differita, deciderne una ex novo. L’udienza comunque fissata costituirà sia per le parti sia per il giudice il momento a partire dal quale dovrà essere adottato «fuori udienza» il provvedimento del magistrato. I difensori sono chiamati al deposito telematico entro il termine assegnato dal provvedimento che stabilisce la modalità cartolare. Le note, da denominare «di trattazione scritta», contengono istanze e conclusioni e vanno redatte secondo principi di sinteticità e chiarezza, con un iniziale prospetto di oggetto e tipologia (ad esempio: «Inibitoria», «istanza ex articolo 348 bis»). E per le udienze di precisazione delle conclusioni nel relativo foglio si può dichiarare che non si intende accettare il contraddittorio sulle domande nuove eventualmente formulate dalla controparte o presentare la rinuncia ai termini ex articolo 190 cpc. Al momento della nota scritta il giudice può chiedere agli avvocati di depositare gli atti prima prodotti in forma cartacea nei formati ammessi dalla normativa Pct. Se tutte le parti non depositano le note o il foglio di precisazione delle conclusioni l’udienza è rinviata a dopo il 30 giugno. Per la precisazione delle conclusioni il giudice comunica alle parti almeno dieci giorni prima che l’udienza si terrà con lo scambio e il deposito telematico di note scritte contenenti le sole conclusioni; le quali vanno depositate almeno cinque giorni prima per consentire alla cancelleria di lavorare gli atti telematici in tempo utile per l’udienza successiva. Se almeno una delle parti provvede, il giudice emette l’ordinanza a verbale con cui la causa viene trattenuta in decisione o rimessa al collegio per la decisione (laddove nessuno adempie, scatta anche qui il rinvio a dopo il 30 giugno). Possibile lo svolgimento dell’udienza per il conferimento dell’incarico al Ctu. Nei depositi di parte gli atti vanno inviati all’avversario il giorno stesso via Pec.

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