Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La giurisdizione «forense», chance per l’Avvocatura

Il Congresso nazionale delle Camere civili ha preso atto della difficoltà da parte della giurisdizione ordinaria di risolvere tempestivamente le liti pendenti e della politica del diritto che il legislatore sta attuando per deflazionare il contenzioso, imponendo condizioni di procedibilità alle azioni o sottraendo materie alla competenza della giurisdizione ordinaria. Il termine più pertinente utilizzato dallo stesso legislatore è «degiurisdizionalizzazione» e di fatto tutte le scelte si dirigono verso i mezzi alternativi di composizione dei conflitti (Adr).
In questo scenario sono doverose alcune riflessioni per cogliere le prospettive che si presentano all’Avvocatura, partendo dalla considerazione che nel giudizio civile non vi è un’iniziativa d’ufficio, ma vi è un’azione di parte, poiché spetta ai soggetti tutelare i propri diritti e all’avvocato individuare i modi per farli valere e proporre la relativa domanda avanti l’autorità giudiziaria.
Fino ad oggi. Ora per altro, per le scelte operate necessariamente dal legislatore, si possono aprire tre differenti percorsi con obiettivi alternativi chiaramente precisati, con la partecipazione attiva degli avvocati e degli organi forensi.
La prima possibilità è data dalla mediazione/conciliazione, che è imposta obbligatoriamente in alcuni casi e viene svolta presso i tanti organismi a tale effetto costituiti, tra i quali sono gli ordini e le fondazioni forensi.
La seconda opportunità è data dal ricorso alle camere arbitrali, molte già costituite anche dagli organi forensi. Questa opportunità è oggi ancor più favorita dalla scelta del legislatore di consentire alle parti di deferire ad arbitri designati dagli stessi organi forensi la risoluzione della controversia in corso in tribunale o in grado d’appello.
Infine la terza possibilità è data dalla negoziazione assistita, cioè dalla convenzione con cui le parti si obbligano a raggiungere un accordo che costituisce titolo esecutivo ed è idoneo a iscrivere ipoteca giudiziale.
Sono queste le tre alternative che oggi si presentano all’Avvocatura e sono queste le possibilità di risolvere i conflitti che possono qualificare il ruolo degli avvocati in senso sostanziale e formale, consentendo un complesso di azioni che potremmo indicare come “giurisdizione forense”, cioè come attitudine dell’Avvocatura a intervenire con i mezzi alternativi offerti dalla normativa vigente e legittimazione formale alla definizione delle liti nel modo più ampio consentito.
Certo vi sono molte esitazioni e le critiche non mancano poiché ogni scelta richiede il consenso delle parti contrapposte, le quali per definizione hanno interessi divergenti anche sui tempi e sui modi, e si deve tenere conto dei riflessi economici e delle spese e dei costi che le parti devono sopportare (potremmo chiamarla l’etica della convenienza). Ma i benefici fiscali promessi e la rivalutazione dell’attività stragiudiziale sul contenzioso, anche per quanto riguarda i compensi, potrebbero poco alla volta incoraggiare un diverso atteggiamento.
Sarebbe eccezionale se, un giorno, si potesse scrivere che in Italia, nei casi suscettibili di essere definiti con accordi negoziali, le parti ricorrono così raramente alle corti civili da far ritenere il ricorso a tali corti come un tipo di Adr!
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa