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La giocata al lotto va comunicata

di Franco Ricca 

Obbligo di comunicazione anche per le giocate del lotto: se superiori alla soglia di rilevanza, alimenteranno lo “spesometro”. La fattura riepilogativa non va scomposta nelle diverse operazioni che documenta, ma va trattata unitariamente. Nei contratti collegati, la soglia va verificata sommando il valore complessivo di essi, e non con riferimento ai corrispettivi dell'anno solare (criterio valido, invece, per i contratti periodici). Sono alcune delle risposte fornite dall'agenzia delle entrate ai quesiti presentati dalle associazioni di categoria in merito alla compilazione della comunicazione telematica delle operazioni Iva da 3.000 euro in su, istituita dall'art. 21 del dl 78/2010, il cui tracciato è stato ridefinito dal recente provvedimento del 16/9/2011. Provvedimento che ha differito al 31/12/2011, in realtà, al 2/1/2012, il termine per la presentazione della comunicazione delle operazioni 2010 (la cui soglia è elevata a 25.000 euro). Vediamo le risposte di maggiore interesse per gli operatori pubblicate su www.agenziaentrate.it.

Contratti collegati. Nel caso di contratti collegati, la verifica del superamento della soglia va effettuata sulla base dell'ammontare complessivo dei contratti, e non con riferimento all'ammontare annuo (come invece previsto per i contratti periodici). Pertanto, due operazioni collegate di importo di 2.000 euro ciascuna, anche se effettuate in anni distinti, dovranno essere segnalate entrambe. Nell'ipotesi del contratto stipulato da un consorzio con il committente, per la cui realizzazione il consorzio stipula “a valle” più contratti con i consorziati, tali ultimi contratti dovranno essere valutati distintamente, sicché per ciascuno di essi l'obbligo di comunicazione sussiste se il valore supera la soglia di rilevanza.

Contratti periodici. Per i contratti da cui derivano corrispettivi periodici di valore nell'anno solare sopra soglia, con la circolare n. 24/2011 è stato stabilito che il contribuente deve comunicare l'importo complessivo delle operazioni rese o ricevute compilando un'unica riga di dettaglio, con riferimento alla data dell'ultima operazione dell'anno di riferimento. Al riguardo, l'agenzia chiarisce che, in alternativa, il contribuente può riportare ciascuna operazione su una distinta riga.

Contribuenti minimi. L'esonero dalla comunicazione per i contribuenti minimi viene meno dall'anno stesso in cui risulta superato di oltre il 50% il limite di 30.000 euro previsto per l'applicazione del regime speciale; se il superamento del limite non eccede la predetta soglia, l'esonero viene meno dall'anno successivo. L'esonero, comunque, riguarda solo il contribuente minimo e non il suo cliente, il quale, se riceve beni o servizi di importo sopra soglia, sarà pertanto tenuto a comunicare l'acquisto, anche se si tratta di un'operazione che non evidenzia l'Iva per effetto del regime speciale.

Lotto, giochi, forniture di medicinali. Devono essere comunicati, se sopra soglia, anche i corrispettivi corrisposti al gestore degli apparecchi da intrattenimento, risultanti dagli estratti periodici SNAI, nonché quelli delle fatture emesse nei confronti del gestore dal pubblico esercizio nel quale sono installati gli apparecchi. L'obbligo sussiste, inoltre, per le singole giocate del lotto da parte dei privati. Sono altresì da comunicare i corrispettivi dovuti dalle asl alle farmacie, risultanti dalle distinte riepilogative. In tutti questi casi, infatti, si tratta di operazioni rilevanti ai fini dell'Iva.

Soggetti esenti. Come precisato nella circolare n. 24/2011, sono obbligati alla comunicazione anche i soggetti che si avvalgono della dispensa dagli adempimenti relativi alle operazioni esenti, ai sensi dell'art. 36-bis del dpr 633/72 (es. banche, assicurazioni, operatori finanziari), e ciò indipendentemente dalla circostanza che sia stata emessa o meno fattura. Al riguardo, viene precisato inoltre che, in caso di fatturazione, la soglia di rilevanza è di 3.000 euro, anche se la fattura è stata emessa su richiesta del cliente.

Fattura cumulativa. In caso di emissione di fattura riepilogativa differita, relativa a più cessioni fra le stesse parti, ai fini della soglia di rilevanza e della comunicazione non si deve fare riferimento alle distinte operazioni riepilogate sul documento, ma alla fattura, che va considerata quindi come un'unica operazione. Lo stesso criterio vale nel caso in cui venga emessa un'unica fattura a fronte di più operazioni di diversa natura (cessioni di beni e prestazioni di servizi); anche in questo caso la fattura dovrà essere comunicata con riferimento all'importo totale, indicando quale tipologia la natura dell'operazione prevalente.

Fatture cointestate. E' frequente, in alcuni settori, l'emissione di fatture cointestate a più destinatari (es. acquirenti di immobili in regime di comunione). Fermo restando la verifica della soglia con riferimento all'importo totale del documento, occorrerà riportare l'operazione in distinti record di dettaglio, per ognuno dei cointestatari; qualora l'importo pro-quota sia inferiore alla soglia di rilevanza, si dovrà indicare la modalità di pagamento “importo frazionato”.

Servizi internazionali. Le prestazioni di servizi che fruiscono del trattamento di non imponibilità di cui all'art. 9, dpr 633/72, devono essere comunicate, salvo che la soglia di rilevanza sia superata per effetto di addebiti esclusi dalla base imponibile ai sensi dell'art. 15, stesso dpr . Confermata, poi, l'esclusione dell'obbligo per le prestazioni intracomunitarie, in quanto già monitorate attraverso i modelli Intrastat (in proposito, è da rammentare però che il modello Intrastat non viene presentato in relazione ai servizi non imponibili o esenti).

Ricevuta fiscale. Relativamente alle operazioni con soggetti passivi, nel tracciato della comunicazione è prevista l'indicazione dell'operazione al netto dell'imposta. Di conseguenza, qualora un'operazione effettuata nei confronti di un soggetto passivo risulti documentata da ricevuta fiscale (es. prestazione alberghiera), si dovrà procedere allo scorporo ai fini della distinta indicazione dell'imponibile e dell'Iva.

Codice fiscale del cliente. Muovendo dal presupposto che l'impresa non può controllare le corrette generalità del cliente privato, è stato sollevato il problema dell'eventuale inesattezza del codice fiscale. L'agenzia chiarisce che il codice fiscale errato determina lo scarto dell'intera fornitura e viene segnalato dal sistema già all'atto della predisposizione del file. I codici fiscali formalmente corretti sono invece accettati, anche se non siano nell'archivio dell'anagrafe tributaria.

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