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La gestione telematica guida il rinnovo della giustizia

Non è certo l’anno zero per la giustizia digitale. Ma certo dal Pnrr arriveranno risorse aggiuntive che permetteranno di rafforzare e allargare le opportunità della gestione telematica dei procedimenti, sia civili sia penali, in una prospettiva di recupero di efficienza e di taglio della durata media dei giudizi. Il tutto in un contesto peraltro dove la legislazione emergenziale ha già proposto una serie di soluzioni che via via sono accolte o in via di accoglimento a regime, nei più ampi progetti di riforma in corso di presentazione in Parlamento.

Le risorse

Nel testo del Pnrr, allora, in rapporto all’obiettivo della digitalizzazione della pubblica amministrazione, sono destinati in particolare 140,5 milioni di euro per il potenziamento dei sistemi telematici di gestione delle attività processuali. Si punta a potenziare le infrastrutture digitali con la revisione e diffusione dei sistemi telematici di gestione delle attività processuali e di trasmissione di atti e provvedimenti.

In particolare, il Pnrr prevede la digitalizzazione del cartaceo residuo per completare il fascicolo telematico (83 milioni), progettualità di data-lake (software che costituisce unico punto di accesso a tutti i dati grezzi prodotti dal sistema giudiziario, cui sono destinati 50 milioni) per migliorare i processi operativi di giustizia ordinaria e Consiglio di Stato (7,5 milioni).

Effetto data-lake

L’adozione di un sistema di data-lake, spiega il ministero, può rappresentare una svolta per la digitalizzazione della Giustizia, perché consente un notevole ampliamento delle informazioni alle quali si ha accesso, grazie a un set potenzialmente infinito di tipologie di dati; è in sostanza il quesito di analisi a determinare la selezione dei dati dai quali attingere informazioni.

Per esempio, grazie a finanziamenti supplementari a valere sul Recovery Fund, potrà essere messo in produzione il prototipo di Sistema di Controllo di Gestione del processo civile, supportato con le tecnologie di intelligenza artificiale, opera sulle basi di dati e sui flussi di lavoro del processo civile telematico e permette l’elaborazione di un vasto insieme di indicatori di performance, che danno la possibilità di effettuare valutazioni comparative tra Tribunali e unità operative di Tribunali e benchmarking temporali.

Una banca dati sul civile

È prevista inoltre la creazione di una banca dati gratuita e accessibile di tutte le decisioni civili. L’investimento del ministero della Giustizia avrà inizio a luglio 2021 e si concluderà nel giugno 2026; quello del Consiglio di Stato avrà avvio nel luglio 2021 e terminerà invece nel giugno 2025.

I risultati raggiunti

L’impegno del Pnrr si colloca in una cornice che ha già visto negli ultimi anni dedicare investimenti non banali alla progressiva digitalizzazione della amministrazione della giustizia. Alcuni numeri per fotografarne gli esiti:

1 circa 1,2 milioni sono i professionisti attivi nel telematico (avvocati, consulenti, periti);

2 oltre 56 milioni gli atti telematici depositati dagli avvocati e da altri professionisti nel processo telematico civile (Pct) dal primo luglio 2014 al 31 dicembre 2020;

3 oltre 34 milioni i provvedimenti nativi digitali nel Pct dal primo luglio 2014 al 31 dicembre 2020;

4 125 milioni circa sono le comunicazioni e notifiche telematiche civili eseguite nel medesimo periodo dalle cancellerie;

5 circa 33.600 da maggio 2020 i depositi penali da portale del processo penale telematico.

6 circa 1.342.000 comunicazioni di notizie di reato da portale delle notizie di reato nell’anno 2020.

Il digitale nelle riforme

In realtà poi, in questi giorni le prime proposte di riforma del processo civile ma anche di quello penale accentuano questa linea di intervento. Nel superemendamento al disegno di legge delega sul processo civile, in corso di presentazione al Senato, per esempio, si prevede che il giudice, fatta salva la possibilità per le parti costituite di opporsi, possa disporre che le udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti si svolgano con collegamenti audiovisivi a distanza; inoltre si consente di introdurre disposizioni che prevedano che, fatta salva la possibilità per le parti costituite di opporsi, il giudice possa, o debba in caso di richiesta congiunta delle parti, disporre che le udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti siano sostituite dal deposito telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni da effettuarsi entro il termine perentorio stabilito dal giudice.

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