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La Germania rallenta e l’industria italiana cala dello 0,6% a maggio

Frenata dell’industria. Per la prima volta nel 2016 la produzione industriale ha segnato un calo rispetto al 2015: a maggio meno 0,6% — secondo l’Istat — in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso. A contenere la discesa è stato in particolare il settore dei trasporti (auto in testa) che è cresciuto in un anno del 5,6%. Bene anche i prodotti di elettronica (+4,3%) e quelli farmaceutici (+2,5). A preoccupare, invece, è soprattutto il rallentamento (-1,5% su base annua, — 1,8% su base mensile, terzo calo consecutivo) del settore dei beni strumentali (i macchinari che servono a produrre) perché vuol dire che le imprese non investono. Le rilevazioni dell’Istat, peraltro, sono precedenti al referendum britannico. «Lo scenario post Brexit, con l’incertezza che ne deriva — è l’analisi di Paolo Mameli, senior economist di Intesa Sanpaolo — , potrebbe accentuare la cautela delle aziende nelle decisioni su produzione e nuovi investimenti ». Così l’economista di Intesa non esclude che dopo i dati di ieri «il Pil possa rallentare nel trimestre primaverile verosimilmente dello 0,2%». Insomma diventerebbe più difficile centrare l’obiettivo fissato dal governo di una crescita dell’1,6 % nel 2016. Di fatto continua la lunga stagnazione con l’indice della produzione industriale — ricorda il Centro studi Promotor — che è ancora inferiore di quasi il 24% al massimo ante-crisi toccato nell’aprile 2008.
Non riparte l’Italia che risente della frenata della Germania (-1,3% la produzione industriale a maggio rispetto ad aprile). «Il punto vero — spiega Sandro Trento, professore di Economia dell’Università di Trento — è che sta rallentando la Germania. E poiché il nostro sistema industriale è collegato fortemente a quello tedesco cominciamo a vederne le conseguenze ». Si è accesa dunque una spia che segnala difficoltà sul fronte della ripresa. Per quanto il Centro studi della Confindustria — nella sua tradizionale indagine flash — stimi un rimbalzo della produzione industriale a giugno con un aumento dello 0,6%.
A tenere su la produzione industriale è essenzialmente il settore automotive che in Italia vuol dire la Fiat con i quattro modelli fabbricati a Melfi e a Pomigliano: Panda, 500X, Punto e Jeep Renegade. Stando ai dati preliminari diffusi dall’Anfia (l’associazione delle industrie automobilistiche) la produzione di auto ha segnato a maggio un più 10% rispetto allo stesso mese del 2015, con oltre 68 mila veicoli. Nei primi cinque mesi dell’anno l’incremento è stato del 13%. La domanda interna è aumentata del 19,2%. Confermando che gli italiani, dopo aver aspettato a lungo, stanno rinnovando il proprio parco auto.
Si tratta ora di capire quanto le incertezze determinate prima dal referendum britannico, poi dalla crisi del sistema bancario possano condizionare il comportamento dei consumatori. «Perché — sostiene Trento — il messaggio che arriva ai consumatori è di allarme e questo si traduce in un calo dei consumi ». Non siamo per nulla al riavvio del circolo virtuoso.

Roberto Mania

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