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“La Germania non farà sconti”

«E’ un chiaro no alle riforme, lo scenario peggiore sarebbe un contagio in altri Paesi, Italia, Francia altrove». Lo dice Philipp Missfelder, responsabile di politica europea ed estera della Cdu, vicinissimo a Merkel.

Che dice a caldo sul voto greco?
«Gli elettori greci hanno espresso un chiaro no alla politica di riforme. Il risultato deve far riflettere tutti in Europa».
Non le pare una richiesta di rinegoziarne i pesanti costi sociali?
«Hanno votato sapendo benissimo quale sarebbe stata la reazione, ad esempio, in Germania. Tutti qui hanno detto da tempo che sarà molto difficile in futuro essere solidale con la Grecia se non manterrà gli impegni che aveva assunto».
Che cosa si aspetta adesso dalla
vittoria Tsipras?
«Noi auspichiamo che la Grecia resti fedele a impegni e promesse sottoscritti. Pensiamo che anche la Troika (Bce, Commissione europea, Fmi) parlerà col nuovo governo. So che Tsipras vorrebbe negoziare direttamente con Berlino, ma si sbaglia: dovrà parlare con la Troika che gli porrà condizioni chiare per continuare ad aiutare la Grecia».
Vedete Tsipras come un radicale o un politico pragmatico con cui si può trattare?
«Mi sembra un populista che ha usato gli umori contro le riforme, non un pragmatico. Farà pressing sulla Ue, ma senza successo: non può ignorare la realtà economica del suo paese. C’è pochissimo margine di manovra, non deve aspettarsi da noi grandi concessioni. Se cediamo a lui come convinciamo Spagna, Portogallo, Italia e Francia a riforme come quelle che ad esempio Renzi vuole?» Speranze di compromesso?
«Non posso escludere nulla ma la situazione adesso è difficilissima e ci mostra quanta poca Europa politica esista, quanto poco consenso per riforme ci sia in Europa, Germania compresa, mentre la Bce guadagna tempo senza risolvere i problemi. La situazione nell’eurozona è molto fragile, i greci hanno votato senza ragionevolezza economica, nasce il problema di come varare riforme in democrazia».
Il Grexit, l’uscita della Grecia dall’unione monetaria, diventa possibile?
«La Grecia non sarà espulsa dall’euro, una sua uscita avrebbe conseguenze catastrofiche. Il pericolo più grave è che altri populisti, da voi o in Francia od ovunque, siano rafforzati dal voto greco».
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