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La Germania chiude fino al 10 gennaio Merkel: “Non basta il lockdown soft”

Angela Merkel incassa la sua prima, combattuta vittoria da mesi. Dopo quaranta giorni di contagi quotidiani che oscillano tra 15 e 22mila casi e i morti saliti ormai a 4-500 al giorno, la cancelliera è riuscita finalmente a convincere i riottosi governatori ad accettare un lockdown duro. La dinamica del Covid mostra di nuovo «un’accelerazione esponenziale», ha scandito in conferenza stampa. «Le misure stabilite il 2 novembre non sono bastate». E il sistema sanitario «è già molto affaticato ». L’obiettivo è riacchiappare le catene dei contagi e schiacciare l’incidenza sotto i 50 casi ogni centomila abitanti negli ultimi sette giorni: «C’è un urgente bisogno di agire».
Sul rischio di un collasso sanitario, il governatore della Baviera, Markus Soeder è stato ancora più drastico: «Bergamo è meno lontana di quanto non si pensi ». Le immagini delle bare sui camion della prima ondata italiana avevano suscitato una grande commozione in Germania. La pandemia, ha scandito Soeder, «è fuori controllo. Se non stiamo attenti, diventeremo un caso, in Europa».
Da mercoledì prossimo fino al 10 gennaio, in Germania abbasseranno la saracinesca tutti i negozi tranne gli alimentari e i supermercati, le banche e le farmacie e pochissime altre eccezioni.
Anche le scuole chiuderanno dal 16 o comunque sarà sospeso l’obbligo di presenza. E se i ristoranti potranno continuare a offrire servizi take away, il governo ha deciso il divieto di vendita dell’alcol, anche per evitare un fenomeno diffusissimo come gli assembramenti davanti ai baracchini di vin brulé. I viaggi “non necessari”, ha sottolineato la cancelliera, sono sconsigliati, mentre alle aziende viene «consigliato » di consentire l’home office. E per i Comuni con un’incidenza superiore a 200 scatta anche il coprifuoco dalle 21 alle 5.
La stretta di Natale, decisa dopo un’ora appena di riunione con i primi ministri delle regioni, riguarda anche le cerimonie religiose: bisognerà prenotarsi per andare a messa. E mentre dal 24 al 26 dicembre varrà una piccola eccezione, e alle cinque persone o ai due nuclei di conviventi che si possono riunire al momento, se ne potranno aggiungere altre quattro, le restrizioni diventano particolarmente severe per Capodanno. Niente botti di San Silvestro: saranno vietati. Idem gli assembramenti nelle piazze. E per le case di cura e di riposo varrà la regola dei tamponi a tappeto per mantenere la situazione sotto controllo.
Per gli esercizi commerciali colpiti dalla nuova serrata il ministro delle Finanze, Olaf Scholz ha annunciato un rimborso dei costi fissi del 90%. E il suo collega dell’Economia, Peter Altmaier, ha precisato che il tetto massimo degli aiuti sale da 200mila a 500mila euro. Il nuovo pacchetto di aiuti vale circa 11 miliardi di euro.
Merkel ha ottenuto ieri una stretta che chiedeva da tempo. Il braccio di ferro con i governatori va avanti da mesi. E il “lockdown leggero” del 2 novembre era stato accettato a denti stretti dalla cancelliera. Qualche settimana dopo aveva cercato nuovamente di convincere anche i ribelli a misure più rigorose, ma si era scontrata con un muro.
Peraltro, in Germania i tamponi non vengono più fatti a chi non abbia sintomi o non sia entrato direttamente in contatto con un infetto. I criteri più restrittivi influenzano ovviamente le statistiche sui contagi: rischiano di non rilevare più molti asintomatici. E nonostante ciò, i casi sono continuati ad aumentare, e a un ritmo sempre più veloce. E Merkel non ha fatto che lanciare allarmi sulle statistiche e implorare i suoi interlocutori ad affidarsi alla scienza, consapevole che, a livello di massa, nei primi mesi dell’anno le vaccinazioni non potranno incidere sulla diffusione del virus.
Mercoledì scorso, dopo il picco di 590 morti in un giorno solo, la cancelliera era andata in Parlamento e si era lasciata andare a uno sfogo senza precedenti. L’autorevole Accademia Leopoldina aveva appena consigliato al governo di introdurre urgentemente misure più severe, e la cancelliera aveva supplicato i tedeschi e i governatori a «prendere sul serio» gli scienziati. Nei giorni successivi alcune regioni hanno cominciato ad annunciare autonomamente delle strette.
E ieri la cancelliera è riuscita finalmente a convincerli tutti che «siamo a cinque minuti dalla mezzanotte», come ha efficacemente sintetizzato il bavarese Soeder.
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