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La Gdf ha utilizzato 76 mila segnalazioni di operazioni sospette

Non si butta mai niente, soprattutto quando si può riciclare. Lo stesso principio muove la Guardia di finanza, che, nel 2018, ha utilizzato il 78% delle segnalazioni di operazioni sospette, prive di elementi significativi per l’antiriciclaggio, per incrementare le proprie banche dati. Questo solo uno degli elementi che è emerso nel corso delle audizioni informali del comandante generale della Guardia di finanza, generale Giuseppe Zafarana e del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, svoltesi ieri presso le Commissioni riunite di giustizia, finanze e politiche Ue di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame dei provvedimenti relativi alla legislazione Ue sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo (quinta e quarta direttiva antiriciclaggio).

Nel corso del 2018, il nucleo speciale polizia valutaria ha proceduto allo sviluppo di 98 mila segnalazioni di operazioni sospette pervenute dall’Uif (Unità di informazione finanziaria di Bankitalia). Da queste sono emerse 776 segnalazioni che hanno permesso di accertare violazioni amministrative; 1.165 segnalazioni che hanno dato origine a nuovi contesti investigativi di natura penale; 6.187 segnalazioni sono confluite in procedimenti già aperti. Il restante 78%, da cui non sono emersi elementi significativi, è stato messo a disposizione come patrimonio informativo suscettibile di interesse sotto il profilo fiscale o per altre finalità.

Altra novità emersa è il perfezionamento di un sistema informatico volto ad aggregare le informazioni ottenute dalle Sos (segnalazioni di operazioni sospette) in relazione ad uno specifico fenomeno criminale, e/o ambito territoriale. Al fine di individuare la platea di soggetti da sottoporre ad una indagine più approfondita, il nucleo speciale polizia valutaria ha, infatti, elaborato un innovativo sistema di analisi, denominato Asaf (analisi segnalazioni di operazioni sospette aggregate per fenomeno), che si sviluppa attraverso l’aggregazione per «fenomeno» di dati, elementi e informazioni disponibili.

Le Asaf possono trarre spunto da una lettura del patrimonio informativo delle Sos orientata per fenomeno e ambito territoriale, ovvero da evidenze di intelligence operativa e/o finanziaria. Parimenti l’input può essere rappresentato da specifiche richieste delle autorità giudiziarie, che segnalano esigenze conoscitive su specifici fenomeni legati ai contesti territoriali di competenza.

Il nuovo sistema va così ad implementare il sistema «Si.Va. 2» (sistema informativo valutario), che consente la gestione del flusso attinente alle Sos trasmesse dall’unità di informazione finanziaria (Uif), la tempestiva selezione dei contesti potenzialmente più significativi, nonché la piena valorizzazione del patrimonio informativo contenuto nelle diverse banche dati in uso dalla Gdf. Oltre a ciò, lo schema di decreto predisposto dall’Esecutivo che interviene per emendare i dlgs 90 e 92 del 2017, attribuisce al nucleo speciale polizia valutaria la facoltà di accedere ai dati e alle informazioni contenuti nell’anagrafe immobiliare integrata.

Giulia Provino

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