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La Gdf perquisisce PopBari

Perquisizioni a tappeto nelle tre sedi principali della Banca popolare di Bari: la direzione generale di corso Cavour e gli uffici amministrativi di via Cairoli, e di piazza Massari.
Gli accessi sono stati effettuati dagli uomini del Nucleo barese di polizia tributaria, insieme ai colleghi del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, su richiesta del procuratore Giuseppe Volpe e dei sostituti Federico Perrone Capano e Lidia Giorgio della Dda.I l fatto che a indagare sia la direzione distrettuale antimafia non è tuttavia da mettere in relazione con l’attività della banca ma con la presenza, sullo sfondo delle indagini, di fatti connessi. Con le perquisizioni i pm puntano ad acquisire documentazione nell’ambito di un’inchiesta che, almeno allo stato, non ha indagati ma in cui si ipotizza il reato di ostacolo alle funzioni di vigilanza. Il medesimo reato contestato a un altro istituto di credito che da Bari dista 831 chilometri. Si tratta di Veneto Banca che, nel febbraio del 2015, aveva subito le perquisizioni dello stesso Nucleo valutario comandato dal generale Giuseppe Bottillo. Né si tratta dell’unica similitudine tra le due banche: entrambe, infatti, al pari della Banca popolare di Vicenza, hanno titoli che pur non essendo quotati in Borsa sono stati massicciamente diffusi tra il pubblico dei risparmiatori. Anche da Bari, come a suo tempo da Asolo e Montebelluna, in questi ultimi mesi, sono giunte numerose segnalazioni di azionisti (i soci della banca sono circa 70mila) che denunciavano ritardi e inadempimenti della banca a fronte di reiterate richieste di vendita delle azioni.
Nel caso delle due ex popolari venete i titoli hanno subìto rovesci e svalutazioni tali da dover richiedere l’intervento del fondo Atlante. Non così nel caso della popolare pugliese il cui titolo dopo la sforbiciata del 22% che portato il valore delle azioni da 9,5 euro a 7,5 si è assestato sugli stessi livelli . Intanto l’agenda della banca non sembra destinata a subire modifiche. Confermata l’assemblea dei soci della Banca Popolare di Bari già fissata per martedì 27 dicembre. All’ordine del giorno: la trasformazione della Scarl in società per azioni. Sulle scadenze previste tuttavia potrebbero influire anche decisioni politiche. Soprattutto dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha rinviato alla Consulta la riforma delle banche popolari decisa d’urgenza dal governo presieduto da Matteo Renzi. Quanto all’iniziativa della magistratura l’istituto guidato da anni dalla famiglia Jacobini ha innanzitutto preso atto che non vi sono soggetti indagati. «Contestualmente, nello spirito collaborativo teso a favorire ogni approfondimento anche solo opportuno, la Banca conferma la correttezza del proprio operato, sia con riferimento alle procedure interne sia, e soprattutto, relativamente agli obblighi nei confronti delle Autorità pubbliche di vigilanza».

Stefano Elli

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