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La Gdf a briglia sciolta

La Guardia di finanza può sempre accedere negli esercizi pubblici e in ogni locale adibito ad azienda industriale o commerciale ed eseguirvi verificazioni e ricerche, non necessitando, a tal fine, di autorizzazione scritta. Lo ha affermato la Corte di cassazione, con la sentenza n. 6232 del 27 marzo 2015.

L’autorizzazione del procuratore della Repubblica è prescritta, invece, ai fini dell’accesso a locali adibiti anche ad abitazione del contribuente, ovvero esclusivamente ad abitazione ed è subordinata alla presenza di gravi indizi di violazioni soltanto in quest’ultima ipotesi e non anche quando si tratti di locali ad uso promiscuo. La destinazione promiscua, peraltro, ricorre non soltanto nell’ipotesi in cui i medesimi ambienti siano contestualmente utilizzati per la vita familiare e per l’attività professionale, ma ogni qual volta l’agevole possibilità di comunicazione interna consenta il trasferimento di documenti propri dell’attività commerciale nei locali abitativi. Nella specie il giudice d’appello, con giudizio di fatto non sindacabile, aveva peraltro accertato che la Guardia di finanza aveva ottenuto la prescritta autorizzazione per l’accesso nell’unica abitazione conosciuta del contribuente, mentre, riguardo all’accesso nei locali della sua ditta, l’effetto sorpresa non poteva essere vanificato da un’improvvisa invenzione del contribuente, che qualificava come abitazione personale spazi mai denunciati come tali e che, anzi, apparivano al più destinati ad un uso promiscuo. Tant’è che il medesimo contribuente era stato sorpreso in detti ambienti mentre tentava di sottrarre un faldone di documenti alla verifica. Inoltre, il giudice d’appello aveva anche accertato che la Guardia di finanza si era comunque preoccupata di avvertire telefonicamente il procuratore, che aveva anche dato il suo immediato assenso, poi seguito da formale riscontro. Dunque, quando i verificatori si erano portati presso l’azienda del contribuente e avevano notato il sospetto trasbordo di documentazione in area promiscua, questa stessa area era in quel momento adibita, più che ad un uso personale, all’occultamento di documentazione dell’azienda. Ed era quindi, soprattutto in quel particolare momento, specificamente riferibile all’azienda e al suo titolare, non differendo funzionalmente tale porzione immobiliare da qualsiasi altro luogo chiuso e idoneo a ricevere ed occultare cose, comunque, attinenti all’impresa stessa.

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