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La garanzia diretta diventa maxi

Garanzia a costo zero e fino all’ 80% per le operazioni finanziarie delle imprese del Sud, delle imprese femminili e delle piccole imprese in amministrazione straordinaria. Niente spese anche per le imprese che hanno sottoscritto un contratto di rete, per le imprese sociali e per le imprese operanti nel settore del trasporto merci su strada per conto terzi. Per tutte queste imprese restano a pagamento solo la garanzia per le operazioni di consolidamento dei debiti a breve e per le operazioni sul capitale di rischio. Sono le principali novità introdotte dal decreto 26 giugno 2012 del ministero dello sviluppo economico («Modifiche e integrazioni ai criteri e alle modalità per la concessione della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese»), pubblicato sulla G.U. n. 193 del 20 agosto. A queste si aggiungono ulteriori modifiche, quali la concessione di una garanzia fino al 70% in caso di operazioni finanziarie di anticipazione del credito che le pmi vantano nei confronti di pubbliche amministrazioni e in caso di operazioni finanziarie di durata superiore a 36 mesi, la diminuzione al 30% della garanzia diretta a favore delle operazioni di consolidamento di passività a breve termine e al 50% della garanzia diretta concessa su operazioni di acquisizione di partecipazioni di minoranza in piccole e medie imprese. In tutti i restanti casi, la garanzia diretta può arrivare fino al 60%. La controgaranzia viene portata all’80%, al 60% nel caso delle operazioni di consolidamento di debiti a breve termine.

In linea generale con il decreto vengono innalzate le percentuali di copertura della garanzia diretta per quasi tutte le operazioni. Infatti, gli unici casi in cui si assiste a un abbassamento delle percentuali di garanzia sono le operazioni di capitale di rischio e le operazioni di consolidamento di passività a breve.

Il Fondo di garanzia per le pmi previsto dalla legge 662/1996 ha lo scopo di agevolare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese soprattutto tramite la concessione di una garanzia diretta pubblica, che in alcuni casi (si veda box) viene rilasciata senza alcun costo per l’impresa. Esempi di operazioni finanziarie che possono essere garantite sono: finanziamenti a medio lungo-termine relativi a investimenti, consolidamento di debiti a breve termine, operazioni su capitale di rischio, anticipazione crediti verso la pubblica amministrazione e prestiti partecipativi a fronte di investimenti.

L’importo massimo della garanzia per ciascuna impresa è pari a 1,5 milioni di euro, innalzato a 2,5 milioni di euro nel caso di operazioni di anticipazione del credito senza cessione dello stesso, a favore di pmi che vantano crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, di operazioni finanziarie di durata superiore a 36 mesi, nonché in caso di operazioni su capitale di rischio e infine per operazioni finanziarie garantite a valere sulle riserve «PON Ricerca e Competitività», «POIn Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico» e «POIn Attrattori Culturali, Naturali e Turismo» del Fondo. Le imprese che possono beneficiare della garanzia più alta, vale a dire fino all’80% dell’operazione sono: le imprese femminili, le piccole imprese dell’indotto di imprese in amministrazione straordinaria e le imprese ubicate in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Per imprese femminili si intendono le imprese, di micro, piccola e media dimensione, di cui all’art. 2, comma 1, lettera a), della legge 25/02/1992 n. 2015, vale a dire le società cooperative e le società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne, le società di capitali le cui quote di partecipazione spettano in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne, nonché le imprese individuali gestite da donne, che operano nei settori dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio, del turismo e dei servizi. Rientrano nella definizione di piccole imprese dell’indotto di imprese in amministrazione straordinaria, le imprese di piccola dimensione che, alla data di presentazione della richiesta di garanzia del Fondo, hanno prodotto, nell’esercizio in corso e in ciascuno dei due esercizi precedenti, almeno il 50% del loro fatturato nei confronti di imprese committenti che siano state ammesse, a partire dal 1° luglio 2008, alle procedure di amministrazione straordinaria di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270 e al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39. La garanzia diretta fino all’80% può essere concessa però solo nel caso di operazioni di finanziamento di durata non inferiore a 5 anni, dirette alla rinegoziazione e al consolidamento dei debiti con il sistema bancario, nonché a fornire alle medesime imprese la liquidità necessaria per il regolare adempimento delle imposte.

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