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La fusione Unipol-FonSai torna al vaglio dei consigli

Una prima proiezione industriale del futuro progetto di integrazione tra Unipol e Fondiaria Sai è arrivata sul tavolo dei consigli di amministrazione delle due compagnie assicurative. I board di entrambe le società, tenuti ieri, si sono riuniti per valutare una iniziale ipotesi di lavoro in vista delle riunioni cruciali sul riassetto messe in agenda per il prossimo 20 dicembre.
Quello di ieri è stato di fatto solo un passaggio tecnico, indispensabile, tuttavia, per mettere a punto gli ultimi dettagli del complicato percorso. L’obiettivo, infatti, sarebbe quello di arrivare al cambio al vertice della Milano, che si concretizzerà con l’assemblea di venerdì 30 novembre (3 dicembre in seconda convocazione), con le idee il più possibile chiare sul da farsi. Quindi con una bozza di lavoro più o meno già definita. Al momento, sono stati omogeneizzati i piani delle tre società operative coinvolte, in modo da poter costruire un progetto unico e tre ipotesi di lavoro in caso di opzione stand alone. Quanto ai concambi, si sta ancora lavorando sulla loro messa a punto. Va ricordato che un’intesa di massima era già stata raggiunta la scorsa estate. Ora, si tratterebbe di definire i rapporti di integrazione aggiustati in base ai più recenti avvenimenti.
Secondo quanto si è appreso, è plausibile che il piano definitivo registrerà qualche piccolo aggiustamento in fatto di concambi. Dettato dal fatto che l’accordo siglato in estate si basava sui dati dei sei mesi delle compagnie coinvolte. Ora, invece, verranno presi in considerazione i dati dei nove mesi. Risultati che, almeno per quanto riguarda Fondiaria Sai, hanno mostrato un concreto passo avanti. La compagnia lo scorso 30 settembre ha chiuso i conti con un risultato negativo per 1,1 milioni di euro, contro il rosso da 211 milioni dell’anno precedente. La società ha pagato alcune rettifiche di valore su strumenti finanziari disponibili per la vendita per 79,5 milioni e gli effetti del fallimento di Imco e Sinergia per 85,8 milioni. Il risultato ha invece beneficiato del positivo andamento della gestione finanziaria nel corso della prima parte dell’anno e dell’evidente miglioramento tecnico della gestione Danni.
Di ciò, evidentemente, si dovrà tenere conto nella definizione dei rapporti di forza. Questo, in ogni caso, dovrebbe spostare di poco gli equilibri. Come noto, il progetto di integrazione deliberato in estate puntava ad assicurare nelle mani di Ugf il 61% della nuova entità, nel portafoglio dei soci FonSai il 27,45%, in quello degli azionisti Milano il 10,70% Milano, e per la holding Premafin lo 0,85%. Gli advisor sono comunque al lavoro per mettere a punto i numeri. Come noto, peraltro, si è deciso di mantenere gli stessi consulenti che hanno accompagnato la prima e più complessa fase delle trattative, ossia Goldman Sachs, Leonardo & Co e Citi.
Nel frattempo, risulta che entro il prossimo 10 dicembre FonSai uscirà definitivamente dalle Generali. La quota dell’1% detenuta verrà valorizzata dando esecuzione ad alcuni contratti di opzione costruiti sulla quota dalla precedente gestione.

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