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La fusione tra Fca-Psa nel mirino Antitrust Ue

La Commissione europea ha aperto un’indagine approfondita sulla fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot, e il timore adesso è che si ripeta lo scenario Alstom-Siemens, con la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager pronta a impedire la nascita di un «campione europeo». All’inizio del 2019 furono i treni ad alta velocità a suscitare l’opposizione della commissaria danese, stavolta potrebbero essere le auto e in particolare i furgoni. «PSA e FCA riaffermano l’obiettivo comune di concludere la transazione entro la fine del primo trimestre 2021», si legge in una nota congiunta che mostra fiducia nelle capacità delle due aziende di superare i dubbi dell’antitrust. Ma adesso comincia una partita delicata, e il precedente Alstom-Siemens non è incoraggiante.

«La Commissione è preoccupata che l’accordo possa ridurre la concorrenza nel settore dei veicoli commerciali leggeri sotto le 3,5 tonnellate», spiega Bruxelles. «I furgoni sono un mercato sempre più importante, Fiat e Peugeot hanno una forte posizione in 14 Paesi Ue, valuteremo attentamente», dice la commissaria alla concorrenza. Vestager ha già avuto modo di mostrare che interpreta il suo ruolo in modo opposto alla visione di Parigi.

Secondo la commissaria, il compito dell’anti-trust è impedire in Europa il formarsi di una posizione dominante a danno dei consumatori. Secondo il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire, suo detrattore, l’anti-trust dovrebbe invece difendere l’industria europea dai giganti cinesi e americani. Quando Vestager bocciò l’intesa franco-tedesca Alstom-Siemens, nella primavera dell’anno scorso, Le Maire parlò di «errore economico» e da allora cerca di cambiare l’atteggiamento di Bruxelles.

Nel febbraio scorso i ministri di Francia, Germania, Italia e Polonia hanno scritto a Vestager che «la natura della concorrenza è cambiata perché le imprese europee devono vedersela con aziende straniere che beneficiano di sostanziosi aiuti di Stato e di mercati domestici protetti».

Ma già martedì scorso Vestager ha risposto negativamente agli «appelli affinché la Commissione europea adotti un approccio più lassista». «Le regole non sono cambiate: è importante che la crisi del coronavirus non serva da alibi per approvare fusioni che sarebbero dannose per i consumatori e l’innovazione».

Ieri, il comunicato ufficiale della Commissione che sottolinea come «PSA e FCA hanno storicamente gareggiato testa a testa per i furgoni e anche i prezzi di entrambi i marchi si sono allineati. La fusione eliminerebbe quindi un importante vincolo competitivo per entrambi».

Il paradosso è che i due gruppi già in epoca pre-fusione hanno anche molto collaborato, e proprio nei furgoni, senza suscitare le proteste di Bruxelles.

«I preparativi per la fusione procedono come da programma — rispondono PSA e FCA —. Le autorità antitrust di diverse giurisdizioni hanno già dato la loro approvazione, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia». Ma manca l’approvazione più importante, quella della Ue, che ha tempo fino al 22 ottobre 2020 per prendere la sua decisione.

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