Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Francia vuole i dati di Ubs

La Francia serra i ranghi sui dati dei propri contribuenti. E impone a Ubs lo scambio di informazioni di coloro aventi patrimoni in terra elvetica. Parigi, nel tentativo di abbattere l’evasione oltreconfine, ha infatti inviato domanda formale alla Svizzera per l’ottenimento di alcuni numeri di conto di clienti ed ex clienti presso la principale banca elvetica nel periodo 2006-2008. Molti di questi, comunica l’istituto in nota, sarebbero stati chiusi da tempo. A monte della richiesta, la segnalazione di irregolarità rilevate dall’autorità tedesca che ha condotto inchieste in ambito fiscale, i cui risultati, in tutta evidenza, sono stati condivisi con più paesi. Per tale ragione, ha dichiarato Ubs, c’è da aspettarsi che altri ricorreranno a tale via. Da valutare è ora la correttezza e la fondatezza della richiesta avanzata, nonché l’assenza di genericità che ne annullerebbe gli effetti.

E così anche la Francia, dopo Stati Uniti e Olanda, cerca di penetrare il sistema finanziario e tributario di Berna, che negli anni passati, grazie al segreto bancario, è divenuto uno dei principali centri offshore del mondo (con circa 2 mila miliardi di dollari di ricchezza straniera). Facendo leva sulla convenzione di doppia imposizione, le autorità parigine hanno fatto domanda di assistenza all’Amministrazione fiscale cantonale (Afc), avente ad oggetto l’attività dei clienti francesi presso Ubs. La banca, alla quale è stato inoltrato ordine di divulgazione, ha comunicato in una nota stampa che dovrà fornire i numeri di conto di pertinenza degli attuali e degli ex clienti domiciliati in Francia a partire dal 2006 fino al 2008. Questo a una condizione: che il tribunale amministrativo federale giudichi la richiesta conforme con le prerogative degli accordi. In altre parole: l’assenza di una specificità dei dati che il richiedente desidera ottenere, potrebbe essere interpretata come «richiesta di gruppo» (cosiddetta fishing expedition), vietata dagli accordi. Ubs, intanto, avrebbe deciso di adire per vie legali, sostenendo che la richiesta è «nella migliore delle ipotesi da ritenersi ambigua» e che i dati e le giustificazioni ricevute da Parigi «mancano della specificità necessaria». Nell’intento di non destare preoccupazioni inutili, l’istituto avrebbe già adottato misure per informare la clientela riguardo agli eventuali diritti di ricorso. Se si guarda ai casi pregressi, infatti, il tribunale amministrativo elvetico aveva bloccato lo scorso marzo la domanda avanzata dall’Olanda nel luglio 2015, la quale, sfruttando gli accordi bilaterali in attesa dell’entrata in vigore dello scambio automatico di informazioni (che, nel caso di specie con la Francia avverrà a partire dal 1° gennaio 2017) non avrebbe dettagliato a sufficienza la questione. Essa aveva infatti omesso di identificare di quali «persone fisiche», domiciliate nei Paesi Bassi e titolari di uno o più conti presso Ubs Switzerland nel periodo dal 1° febbraio 2013 e il 31 dicembre 2014, si trattasse. Si ricordi quindi che, nel 2014, le autorità francesi avevano posto Ubs sotto esame formale per aver aiutato i clienti a evadere il pagamento delle tasse. I giudici istruttori avevano allora ordinato alla banca di pagare 1,1 miliardi di euro. L’istituto svizzero era stato infine costretto nel 2009 dagli Stati Uniti a pagare una multa pari a $780.000.000 e a fornire i nomi di oltre 4 mila clienti per evitare il rinvio a giudizio, a condizione di fornire all’Irs, il fisco Usa, informazioni che gli avrebbero poi permesso di perseguire altre banche svizzere (specie a seguito dell’entrata in vigore del Fatca).

Gloria Grigolon

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa