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La forza dello «scudo» Bce

ROMA Lo scudo della Bce ha protetto ieri i BTp dai contraccolpi degli attacchi terroristici a Bruxelles.
Senza la protezione del QE, i titoli di Stato italiani sarebbero stati calpestati dagli investitori in fuga verso la qualità: ma questo ieri non è accaduto .
Il decennale italiano non è stato scosso, il suo rendimento è salito di un centesimo di punto per poi azzerare il conto in chiusura mentre il Bund faceva con poca convinzione la parte del bene rifugio. Senza la rete di sicurezza della politica monetaria fortemente espansiva di Francoforte, le prospettive di crescita del Pil frenate dal terrore, e dal potere destabilizzante del terrorismo, avrebbero ingigantito già ieri agli occhi degli investitori il superdebito italiano penalizzandone i titoli. Così non è stato.
L’escalation del terrorismo islamico manifestatasi ieri, in prospettiva, metterà comunque e sempre di più a dura prova le mura difensive erette dalla Bce attorno alla fragile crescita europea, al problema dell’alto debito pubblico di molti Stati, ai bilanci ancora vulnerabili di troppe banche europee, al cavallo che deve farsi tornare la voglia di bere. Il tempo acquistato dalla Bce non è infinito e non è risolutivo: lo spread tra i BTp e i Bund si chiuderà, in maniera sostenibile e duratura sul lungo termine, solo se saranno la politica e le istituzioni europee a contrastare il terrorismo con la crescita e l’occupazione, arrestandone la pericolosa deriva nella sfiducia e nei sentimenti anti-euro.
La paura e la volatilità ieri hanno giocato d’istinto sui BTp decennali, con il rendimento salito da 1,25% a poco sotto 1,27% per poi chiudere a 1,25%. Il Bund decennale per contro è andato meglio: ha aperto a 0,23%, è sceso fino a 0,19% ma ha chiuso a 0,21%. Gli attacchi terroristici a Bruxelles sono arrivati in un momento in cui i BTp, sostenuti dal QE3, stavano correndo più dei Bund: dopo l’annuncio di Mario Draghi del 10 marzo, il rendimento del BTp decennale è sceso dall’1,44% all’1,24% circa, una ventina di punti contro il Bund che è passato dallo 0,29% allo 0,23% (0,21 ieri). I BTp, come tutti i titoli dell’eurozona cosiddetta periferica, sono infatti considerati dagli operatori di mercato tra i principali beneficiari della lunga lista di nuove misure annunciate dal presidente della Bce: prima dell’attacco terroristico, lo spread tra i BTp e i Bund era dato in netta in riduzione. Ma un propostico che vedeva il gap a 85 centesimi entro fine anno è stato corretto ieri a 95 centesimi, con un peggioramento di 10 centesimi per il rischio-Italia stimato dopo l’attacco terroristico a Bruxelles.
I sostegni -Bce ai BTp sono in questo momento molteplici, diretti e indiretti, e formano una rete di protezione per ora con una resistenza a prova-terrorismo: gli acquisti mensili da parte della Bce sono stimati in rialzo da circa 6 a 7,7 miliardi al mese. L’impatto si vedrà già e molto dal prossimo mese quando verrà toccato un livello senza precedenti di emissioni dititoli di Stato in euro negative (al netto dei rimborsi dei titoli in scadenza) abbinate agli acquisti Bce. Secondo BnpParibas si arriverà in Aprile a quota -120 miliardi. Per IntesaSan Paolo, la cifra potrebbe aggirarsi attorno ai 100 miliardi: un fattore tecnico che eserciterà una pressione forte spingendo i prezzi al rialzo e i rendimenti al ribasso, a prescindere dal terrorismo islamico.
I BTp sono favoriti indirettamente anche dagli interventi della Bce per aumentare il flusso del credito all’economia con un costo del denaro ai minimi storici per tutti gli Stati dell’eurozona, ben oltre i Paesi core. La nuova serie di prestiti mirati TLTRO, che potrebbero essere assegnati alle banche più virtuose a tassi negativi, aumenteranno soprattutto i finanziamenti in Italia e Spagna, stando alle stime del Crédit Agricole., aiutanto le banche italiane che ne hanno più bisogno di altre.Una spinta all’economia europea, in termini di migliori condizioni dei prestiti, dovrebbe arrivare anche dall’inclusione delle obbligazioni societarie tra i bond acquistati dalla Bce nel suo QE3.
C’è di più: i BTp, tra tutti i periferici, offrono una stabilità politica che al momento Spagna e Portogallo non hanno, rendimenti più appetibili rispetto all’Irlanda.
Ieri l’impatto del terrorismo su spread e rendimenti dei BTp è stato nullo, proprio perchè i titoli di Stato italiani sono in corsa verso prezzi più alti sostenuti dal QE. Allungando l’orizzonte, però, questa spinta tenderà a esaurirsi ammoniscono i traders ed è allora che i BTp avranno bisogno di altri sostegni, quelli di fondamentali più solidi. “Dopo le prime ore della mattinata, il mercato governativo italiano è stato sostenuto a mio avviso soprattutto dai buoni dati sui PMI – ha detto ieri Chiara Manenti, strategict di IntesaSanPaolo, in riferimento agli attentati a Bruxelles -. Dato che la Bce si è già spinta molto avanti nell’allentamento della politica monetaria, tanto da far temere di avere esaurito gli strumenti di intervento, vedere dei dati positivi sulle prospettive di crescita aiuta i mercati ad avere maggiore fiducia”.
Gli investitori, insomma, non tarderanno ad andare oltre il QE. Secondo Peter Chatwell, responsabile della strategia sul fixed income a Mizuho , il terrorismo fa emergere le debolezze dell’Eurozona che agli occhi degli investitori non europei sono strutturali: la mancanza di una vera unione politica e fiscale , l’ascesa del populismo e del sentimento anti-euro. “Se i problemi europei resteranno irrisolti, il terrorismo contribuirà a ridurre la propensione al rischio degli investitori – ha commentato ieri Chatwell-. Per la prima volta dal primo semestre del 2012, l’analisi del rischio/rendimento a favore di uno spread più stretto tra BTp e Bund non è più così attraente per noi”.
L’Italia resta agli occhi degli investitori un Paese con un rapporto debito/Pil oltre il 130% che stenta a scendere e una crescita economica cronicamente al di sotto della media europea. I grandi acquisti della Bce sui BTp, che secondo gli addetti ai lavori aumenteranno grazie al QE3 di una trentina di miliardi solo nel 2016, sono una difesa contro il terrorismo, ma solo di natura tecnica e temporanea.

Isabella Bufacchi

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