Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La forza dell’Italia resta la fabbrica

Parla di fabbrica, convinto che l’Italia debba puntare sulla propria vocazione industriale, facendone la propria forza. E di capitale umano, come spinta di innovazione e motore di sviluppo. Due fattori che, insieme, danno vita ad un nuovo umanesimo industriale, che fa perno sulla capacità dell’uomo e dell’imprenditore di creare ricchezza e occupazione.
«L’Italia deve ripartire da qui, dalla grande capacità visionaria e di creazione d’impresa dell’uomo», spiega Marco Gay, eletto un mese fa alla presidenza dei Giovani imprenditori di Confindustria. È il tema che ha scelto per il suo esordio pubblico, il convegno di Santa Margherita. “Sapere. Fare. Impresa. Verso un nuovo Umanesimo Industriale”. Uno slogan che racchiude le sue convinzioni di fondo su come ricostruire l’Italia dopo questi anni di crisi e che sta mettendo in pratica anche come imprenditore, rilanciando marchi storici del made in Italy e portandoli nel mondo. «Al centro del futuro e della crescita c’è l’essere umano, con le sue conoscenze e la sua capacità di creare sviluppo e lavoro. È la centralità dell’impresa che va rimarcata come motore per un rinascimento del paese».
Industria al centro, vocazione manifatturiera: quali sono gli spazi?
Oggi percepisco una grande voglia di fabbrica che produca sia prodotti che servizi. Una fabbrica dove le competenze sono il futuro dell’industria: conta non solo la quantità di ciò che si produce, ma la qualità. Sarà così a medio-lungo termine. La fabbrica del futuro unirà competenza, innovazione e made in Italy, una caratteristica, quest’ultima, che ci rende riconoscibili e unici. È una fabbrica intelligente, dove le nuove tecnologie sono un fattore di competitività: un’innovazione di pensiero che porta all’innovazione di processo e di prodotto.
Nel suo programma di presidenza ha sottolineato l’impegno dei Giovani per una nuova imprenditorialità: la crisi non ha ridotto questa spinta?
Le grandi capacità imprenditoriali sono una forza indiscutibile dell’Italia. Ne è la prova il fatto che nonostante la crisi e gli handicap che dobbiamo affrontare siamo il secondo paese manifatturiero europeo. Le migliaia di aziende nate sulla spinta del decreto Passera sono la testimonianza che la voglia d’impresa c’è. Un segno di vitalità del paese: le grandi imprese di oggi erano le start up di 50 anni fa.
E quale vuol essere il ruolo dei Giovani?
Vogliamo diffondere una cultura d’impresa andando nelle scuole, essere vicini a chi vuol fare impresa dando soluzioni, con la consapevolezza di chi ha già affrontato una serie di problemi. Siamo imprenditori giovani, un concetto che va oltre l’età, in quanto tali portatori sani di energia e innovazione.
Ma fare impresa nel paese è difficile: quali sono gli ostacoli principali e le riforme da fare?
Bisogna costruire un ecosistema favorevole allo sviluppo di questo nuovo manifatturiero. A partire dalla formazione, centrale per un’economia che si basi sulla conoscenza. Occorrono le riforme istituzionali, da quella elettorale al disegno di un nuovo perimetro dello Stato. Occorre un mercato del lavoro flessibile, perchè sono cambiate le necessità delle imprese e dei lavoratori. Bisogna ridurre la burocrazia, far scendere la pressione fiscale. Le riforme inoltre non servono solo in Italia, ma anche in Europa, che ormai va considerata un mercato domestico.
Renzi ha annunciato molti provvedimenti: quali sono quelli più urgenti?
C’è bisogno di interventi ad ampio raggio per snellire il paese. Come Giovani noi vogliamo lavorare con le istituzioni e con la politica per tornare a correre. Al governo non facciamo richieste: il messaggio è noi ci siamo, vogliamo rimboccarci le maniche, far sì che vengano superate rendite di posizione per raggiugnere insieme l’obiettivo che ci sta a cuore, il rilancio del paese e l’occupazione. Come generazione, noi Giovani imprenditori, e il presidente del Consiglio, ci stiamo mettendo la faccia. È una scommessa che va vinta.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa