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La formazione obbligatoria non è legittimo impedimento

L’esigenza dell’avvocato di seguire un corso di riqualificazione professionale, con frequenza obbligatoria, non può costituire un legittimo impedimento. La Cassazione con la sentenza 25262, sgombra il campo da ogni equivoco: il diritto allo studio deve cedere il passo al giusto processo e al diritto di difesa. 
Viene così respinto il ricorso di un legale contro il no al rinvio dell’udienza che gli era stato opposto dal giudice, secondo il quale la necessità di seguire le lezioni di un corso presso la Rota romana non poteva essere considerato un legittimo impedimento. E la Cassazione conferma.
La Suprema corte ricorda infatti che la formazione non può avere lo stesso peso di un concomitante impegno professionale e non è utile a far slittare la data del procedimento.
I giudici sottolineano che nel caso di due impegni professionali coincidenti si opera un bilanciamento tra i diversi interessi in gioco per capire se l’”appuntamento” privilegiato dal difensore sia davvero prevalente.
Un problema che non si pone però quando sui piatti della bilancia non ci sono due processi, ma da una parte c’è lo studio e dall’altra i principi della difesa e del giusto processo: due diritti costituzionalmente garantiti ma che non hanno lo stesso peso.
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