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La Fondazione Mps sceglie i sette nomi, la lite nel patto

Ci sono voluti due giorni di riunioni ma alla fine la Fondazione Montepaschi sembra avere trovato la quadra delle candidature al prossimo consiglio di amministrazione della banca senese da eleggere all’assemblea del 14-16 aprile. Due giorni di discussioni per l’ente presieduto da Marcello Clarich — che ha il 2,5% del capitale — per individuare candidature condivise con i soci del patto di sindacato Fintech, primo azionista con il 4,5%, e Btg Pactual con il 2%, e mantenere una presenza «senese» nel board, forse per l’ultima volta. 
La svolta è arrivata ieri dopo le 21 quando l’ente ha comunicato di avere inviato ai pattisti una lista di sette nomi più il collegio sindacale «come proposta per una condivisione da esprimere in tempi rapidissimi. Non appena condivise, le liste verranno rese pubbliche».
C’è tempo fino a domani. In ogni caso, le indiscrezioni sulle candidature sono circolare ampiamente e pure sui mal di pancia dei vari soci. Ci sarebbe stata innanzitutto una discussione sul presidente: Alessandro Profumo avrebbe fatto sapere di volersi dimettersi subito dopo l’aumento di capitale da 3 miliardi che si concluderà per fine giugno, e per questo da più fronti — sembra anche dai soci esteri — sarebbe stata avanzata l’ipotesi di una candidatura alternativa. Ma a sostegno del banchiere — si mormora a Siena — sarebbero intervenute la Banca d’Italia le banche del consorzio di garanzia, per la continuità dei vertici durante la ricapitalizzazione. E così il presidente dovrebbe essere riconfermato. L’alternativa avrebbe dovuto essere l’economista Fiorella Kostoris, che comunque dovrebbe essere in lista, proposta dalla fondazione.
Il nuovo consiglio sarà di 14 membri, più ampio di quello attuale a 12: visto che lo statuto di Mps prevede in lista l’alternanza di genere e che il patto si riserva le indicazioni del presidente, del ceo (confermato Fabrizio Viola) e dei rappresentanti esteri Christian Whamond (Fintech) e Roberto Isolani (Btg), vanno candidate tre donne, tutte spettanti alla fondazione. Ma anche sulle quote rosa ci sarebbe stato dibattito.
Alla fine in lista figurerebbero Kostoris, la docente universitaria Lucia Calvosa — già presidente della Cr San Miniato e ora nel board di Telecom Italia — e la manager di Conad Tirreno, Fiorella Bianchi, l’unica senese. Ma su quest’ultima candidatura avrebbero espresso dubbi i soci esteri, cui spetta ora l’ok finale. Fra gli altri nomi circolati, la docente Elisabetta Montanaro e l’imprenditrice Donatella Colombini Cinelli.

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