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La Fiom subito di traverso

È partita subito in salita la trattativa tra il gruppo Fiat e i sindacati per il rinnovo del contratto di lavoro, disdetto dal Lingotto alcune settimane fa come conseguenza dell'uscita di Fiat da Confindustria. Ieri, il primo incontro si è svolto presso l'Unione industriale, davanti alla quale era schierata una folta delegazione dei Cobas, che ha anche tentato di entrare all'interno dell'edificio. I lavori sono però iniziati, anche se con ritardo, presenti tutte le delegazioni sindacali, Fiom compresa.

Ma è stato a questo punto che il capo delegazione Fiom, Maurizio Landini, ha abbandonato la riunione (lasciando però un «osservatore»), asserendo che a parte della delegazione Fiom era stato impedito di entrare e che la Fiat aveva replicato di rivolgersi alla Polizia. L'azione della Fiom è stata stigmatizzata sia dagli altri sindacati sia dalla Fiat, che hanno proseguito l'incontro fin verso le 13,30. Un secondo incontro è già stato convocato venerdì: sul tappeto Magneti Marelli e Fiat industrial, mentre lunedì è previsto un altro incontro plenario.

«Il nuovo contratto del gruppo Fiat non sarà né quello di Pomigliano né una cosa già scritta, perché riguarderà tutto il gruppo», ha commentato, al termine dell'incontro, il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina. L'obiettivo è di fare l'accordo prima di Natale». Dal canto suo la Fismic si è detta d'accordo con la scelta della Fiat di «elaborare in tempi brevi una nuova regola, che definisca normative e nuove retribuzioni condivise dalle organizzazioni sindacali. A tal fine», ha proseguito la sigla sindacale, «riteniamo che l'impianto degli accordi di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco vada migliorato, per realizzare condizioni retributive e normative più alte di quelle del Ccnl metalmeccanici».

A sua volta, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha stigmatizzato la posizione della Fiom. «Al nostro appello a sedersi al tavolo con senso di responsabilità, la Fiom ha già dato una risposta inequivocabile proclamando lo sciopero nel gruppo Fiat per metà dicembre. Oggi ha di fatto replicato. Quando si accorgeranno che il sindacato rimasto al tavolo della trattativa raggiungerà un risultato contrattuale migliore di quelli esistenti, sarà troppo tardi per rientrare nel negoziato», ha concluso Palombella.

Con una nota, è intervenuta anche la Fiat che ha respinto «le accuse pretestuose della Fiom, ricordando che non rientrava tra le responsabilità aziendali rimediare alle conseguenze della manifestazione organizzata dai Cobas. La mancata presenza di alcuni sindacalisti a causa del blocco non ha peraltro impedito a Fim, Uilm, Fismic e Capi e Quadri Fiat di partecipare alla discussione». La Fiat «non accetta accuse infondate che sembrano costruite per nascondere la volontà di sottrarsi alla trattativa».

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