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La finanziaria Obama: ripresa più lenta

di Massimo Gaggi

NEW YORK— Ai repubblicani che chiedono tagli drastici di spesa per tentare un’operazione di rientro rapido dal deficit dopo due anni di massicci disavanzi per sostenere l’economia, Barack Obama risponde con una proposta di bilancio 2012, presentata ieri al Congresso, che contiene misure restrittive drastiche ma non feroci, affiancate da qualche spesa d’investimento (scuola, innovazione, alta velocità ferroviaria, centrali nucleari, rete «wireless» ), con l’obiettivo di contenere il disavanzo e renderlo sostenibile, stabilizzandolo rispetto al Pil. Il presidente è preoccupato dalla tenuta dei conti pubblici, ma anche dall’andamento generale dell’economia, in vista della campagna elettorale del 2012. Secondo le nuove analisi pubblicate ieri, ora la Casa Bianca prevede per il Pil di quest’anno una crescita un po’ più bassa del previsto (2,7-3%), mentre l’anno prossimo si salirà al 3,8-4%. La disoccupazione, però, tornerà ai livelli pre-crisi solo nella seconda metà del decennio (5,9 per cento nel 2015). Quest’anno scenderà di poco (9,3%invece del 9%previsto nell’autunno scorso) mentre nel 2012 i senza lavoro saranno ancora l’ 8,6%, dice il governo. È la prima volta che un’elezione presidenziale Usa si svolge in presenza di un tasso di disoccupazione superiore all’ 8%da quando (1948) viene pubblicato questo tipo di statistica. Il recupero, insomma, sarà più lento del previsto, nonostante lo stimolo prodotto dalla proroga degli sgravi fiscali dell’era Bush e i nuovi sussidi stanziati per i disoccupati: 858 miliardi di spese in più in due anni. Proprio queste maggiori spese, decise a Natale dal Congresso sulla base del noto accordo «bipartisan» , faranno schizzare il deficit di quest’anno al livello record di 1650 miliardi di dollari (10,9%del Pil): più ancora del disavanzo registrato nel 2009 quando, per contrastare la recessione e salvare il sistema finanziario, i rubinetti della spesa furono spalancati fino a triplicare il deficit (allora si fermò poco sopra quota 1400 miliardi). Parlando ieri dei conti pubblici durante la visita a una scuola nel Maryland, il presidente ha detto che il documento da lui appena presentato al Congresso, che prevede 1100 miliardi di interventi di riduzione del deficit nei prossimi 10 anni, è significativo soprattutto per quello che si propone di fare immediatamente sul fronte delle voci di spesa discrezionale non legata alla sicurezza: qui i tagli saranno di 400 miliardi in 10 anni (3,3 miliardi nell’esercizio 2012 che inizia il primo ottobre prossimo). In questo modo, ha sottolineato con enfasi Obama, la spesa discrezionale «scenderà al livello più basso dall’era del presidente Eisenhower; più basso che negli anni di Ronald Reagan» . È vero, ma le voci sulle quali il presidente ha deciso di incidere subito— tagliando anche capitoli molto sensibili socialmente come i contributi al riscaldamento delle famiglie povere, le borse di studio per gli studenti meritevoli e i sussidi per le case popolari— rappresentano solo il 13%della spesa pubblica. La Commissione antideficit da lui nominata nel dicembre scorso gli aveva proposto di incidere fortemente anche nel restante 87%della spesa (intervenendo anche su sanità e pensioni) fino a raggiungere i 4 mila miliardi di risparmi complessivi in un decennio. Obama ha preferito fermarsi per ora a 1100 miliardi, ma ammette che bisognerà toccare anche previdenza e salute: «Questo è solo un acconto, dovremo fare di più ma per questo dobbiamo cercare accordi "bipartisan"coi repubblicani» . Che, però, volevano che fosse lui a fare la prima mossa e ora lo accusano: «Non hai leadership» . Domani, forse, racconteremo la storia di uno scontro epico al Congresso, con conseguenze drammatiche per l’America. Per adesso sembra soprattutto il classico gioco del cerino.

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