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La Finanza negli uffici di S&P a Milano

di Vincenzo Del Giudice

«Giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti». Anche l'ultimo, quello di venerdì scorso, quando S&P ha emesso un giudizio ancora negativo sulla stabilità dell'economia italiana. E quest'ultimo report entra dritto nell'inchiesta e va ad aggiungersi agli altri nell'atto di accusa di Michele Ruggiero, sostituto procuratore della Procura di Trani, che sono alla base dell'ispezione di ieri mattina negli uffici milanesi di S&P.
Accompagnato dai due più alti ufficiali della Guardia di Finanza di Bari, il Comandante del nucleo di polizia tributaria Antonio Quintavalle Cecere e il colonnello D'Elia, Ruggero è rimasto più di nove ore negli uffici milanesi di Standard & Poor's a coordinare l'ispezione. Alla fine della lunga perquisizione, che ambienti vicini agli inquirenti hanno definito «molto interessante», Ruggiero ha lasciato gli uffici senza fare dichiarazioni di rilievo. Prima di infilarsi nella metropolitana, si è voltato è ha detto che «questa è un'inchiesta a 360 gradi. Non guarderemo in faccia nessuno» Il magistrato tranese, che è stato l'unico in Italia e in Europa ad aprire un procedimento di questo tipo nei confronti di quelle agenzie di rating che sono la croce dei governi europei, ritiene che alcuni dei giudizi emessi sulla stabilità economica italiana siano «incoerenti», per usare un eufemismo, perchè nella sostanza li ritiene falsi.
Così ha indagato, per ora, tre analisti di Standard & Poor's: Ellen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer, quest'ultimo responsabile del debito europeo. I tre sono accusati di abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato, per aver «elaborato e diffuso, nei mesi di maggio, giugno e luglio 2011 – anche a mercati aperti – notizie non corrette, comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario-bancario italiano».
In particolare, Frank Gill e Moritz Kraemer, due degli indagati «nell'esercizio dell'attività di rating elaboravano e diffondevano il declassamento/taglio del rating del debito sovrano della Repubblica italiana, confermando l'outlook negativo alla stregua di valutazioni e dati non veritieri, tendenziosi, incoerenti e scorretti (dunque falsi anche in parte, secondo quanto asserito da esperti economisti) nella consapevolezza della concreta idoneità di siffatte false valutazioni a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, segnatamente dei titoli di Stato italiani», si legge nel decreto di perquisizione firmato da Ruggiero riguardo al downgrade all'Italia di venerdì scorso.
L'ultimo, forse, quello che ha fatto traboccare il vaso di un'inchiesta che va avanti da un anno e mezzo, ma che da quel momento ha posto le basi perchè questa volte fosse la magistratura a fare le pulci all'agenzia che tiene sulle spine la politica e gli operatori di tutta Europa.
Naturalmente, l'agenzia Standard & Poor's «è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti», recitava una nota di S&P emessa in tarda serata.
C'è poi il capitolo riguardante Moody's. Diversa nella sostanza, ma anche qui l'accusa è di una presunta manipolazione dei dati. I fatti che Ruggiero contesta all'agenzia di rating si riferiscono al giorno dei crolli in Borsa dei titoli bancari. Era il 6 maggio dello scorso anno quando Moody's, a mercati aperti, emise un report allarmante sullo stato di salute delle banche italiane, a seguito del tracollo della Grecia. Alla fine di una giornata difficilissima, Adusbef e Federconsumatori mandarono un esposto alla procura di Trani. Che aprì un fascicolo.
Il magistrato tranese si recò a Roma per interrogare importanti esponenti del Governo e alti funzionari della Banca d'Italia oltre alla Consob. Su quegli interrogatori il riserbo è rimasto strettissimo. Ruggiero, lo scorso autunno, cercò di ottenere il via libera anche per recarsi negli Usa per interrogare gli amministratori delegati delle agenzie di rating finite sotto inchiesta. Poi, non se ne fece più nulla.
A quanto pare, gli americani quella disponibilità non l'hanno mai data. A questo punto dell'inchiesta Ruggiero potrebbe riprovarci. E da ieri è molto popolare anche fra i partiti politici: destra e sinistra hanno esultato per l'intraprendenza del giovane magistrato pugliese. Da Gasparri (Pdl) a Boccia (Pd), tutti applaudono il giovane magistrato che dalla provincia sta mettendo a soqquadro la credibilità di chi per mestiere giudica, i conti degli altri.

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