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La fiducia di Bankitalia: crescita oltre l’1%

Il vasto programma di acquisti di titoli pubblici annunciato dalla Bce darà una grossa spinta alla crescita. A dirlo è il vicedirettore della Banca d’Italia, Fabio Panetta che annuncia un «significativo» balzo del Pil rispetto alle stesse previsioni che gli economisti dell’Istituto di via Nazionale, hanno diffuso solo qualche settimana fa (0,4% nel 2015 e 1,2% nel 2016), prima comunque delle decisioni di Francoforte. 
Panetta non dà cifre ma si parla di un effetto Bce sulla crescita attorno all’1% l’anno in linea con l’aumento aggiuntivo indicato dalla Confindustria dell’1,8% nel biennio. È cruciale però, ha aggiunto Panetta, che ripartano gli investimenti e che i governi continuino ad impegnarsi nell’attuazione delle riforme necessarie.
Gli effetti positivi sullo sviluppo mettono in secondo piano gli aspetti meno benevoli della scelta della Banca centrale europea, ha sostenuto il direttore del Debito pubblico, Maria Cannata, che ieri ha partecipato con Panetta ad un convegno organizzato dall’Aiaf, l’associazione degli analisti e consulenti finanziari. Il quantitative easing annunciato dalla Bce è per Cannata un evento decisamente positivo, ma l’abbassamento dei tassi di interesse che proseguirà anche nei prossimi mesi, potrebbe portare ad uno scenario di stallo, sul modello giapponese, ed anche — seppure assieme agli indubbi vantaggi della diminuzione dei costi del debito pubblico — a maggiori difficoltà per gli investitori. «Bisognerà adeguarsi a un mondo col segno meno», ha aggiunto Cannata riferendosi alla possibilità, non lontana, che anche in Italia i rendimenti dei titoli di Stato scendano sotto lo zero come avviene già in Germania per i Bund con scadenza inferiore ai cinque anni. Per l’Italia sarebbe un cambiamento assoluto, non è mai successo. Tanto che è stato e sarà necessario modificare le leggi. «Alle prossime aste, i Bot potrebbero anche essere assegnati a tassi negativi». I Buoni cioè non darebbero a chi li comprasse un rendimento positivo. Non darebbero nulla e, anzi, verrebbero pagati alla pari. Se poi i Bot non rendessero niente, ne risentirebbero anche i Cct.
Il Tesoro ha in corso «una riflessione» sui questi titoli a tasso variabile legati all’andamento dei Bot,«stiamo studiando come fare, bisogna cambiare i contratti che non prevedono tassi negativi».
Sicuramente per ora il problema della discesa dei tassi non riguarda il credito bancario, soprattutto quello destinato alle piccole e medie imprese che lamentano ancora condizioni troppo severe sui finanziamenti. L’offerta è frenata dal timore delle banche di non poter essere rimborsate, ha osservato Panetta, che ha rilanciato l’urgenza di una soluzione di sistema, di una bad bank , per risolvere il problema delle sofferenze.
Panetta, che siede nel consiglio di sorveglianza dell’organismo unico di vigilanza della Bce, si dice infine contrario ad un inasprimento «permanente e generalizzato» dei requisiti di capitale e di liquidità per le banche, pena «il rischio di frenare l’offerta di credito e di ridurre l’impatto delle misure espansive di politica monetaria, allontanando la ripresa» con un effetto opposto a quello desiderato.
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