Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Fed vede l’inflazione al 3% e anticipa l’aumento dei tassi

Il costo del denaro negli Usa rimane invariato, ma le previsioni di un rialzo vengono anticipate di un anno. Dopo due giorni di intense riunioni dei funzionari del Federal Open Market Committee (Fomc), il direttivo della Federal Reserve ha deciso ieri di mantenere ancora il tasso di interesse principale allo 0-0,25%. Si tratta del minimo storico e del livello a cui era stato portato nel marzo 2020 per contrastare gli effetti negativi sull’economia americana della pandemia. Ma – è qui la novità – il rialzo dei tassi avverrà secondo le nuove previsioni nel primo trimestre 2023, mentre a marzo scorso veniva previsto per il 2024, a causa delle nuove proiezioni economiche che prevedono una crescita più veloce e un’inflazione decisamente più alta nel corso del 2021.La Federal Reserve lascia poi invariato il piano di acquisti di asset a 120 miliardi di dollari al mese. «Ci aspettiamo che l’inflazione cali», ha dichiarato il presidente della Fed Jerome Powell. La convinzione della Banca Centrale Usa è che ci sarà una transizione più veloce verso una ripresa completa dell’economia statunitense e di una politica monetaria più restrittiva. La Fed prevede inoltre una crescita del prodotto interno lordo del 7% nel 2021 (rispetto al precedente 6,5%) e una tasso di disoccupazione in discesa fino al 4,5%, cifra questa in linea con le sue precedenti previsioni. L’inflazione di base dovrebbe essere quest’anno del 3% (molto più alta del 2,2% previsto a marzo) prima di scendere al 2,1% nel 2022.«I progressi nelle vaccinazioni hanno ridotto la diffusione del Covid-19 negli Stati Uniti», sostiene la Fed nella dichiarazione rilasciata al termine della riunione di due giorni del Fomc. «Grazie a questi progressi e a un forte sostegno politico, gli indicatori dell’attività economica e dell’occupazione si sono rafforzati». Sono 13 su 18 i funzionari che hanno indicato come previsione quella di aumentare i tassi a breve termine nel 2023, rispetto ai soli 7 che esprimevano la stessa aspettativa tre mesi fa.La Federal Reserve e la Casa Bianca stanno affrontando critiche crescenti da parte dei Repubblicani e di alcuni economisti (non solo conservatori) sul fatto che migliaia di miliardi di dollari di spese di stimolo, combinati con i bassi tassi di interesse, stiano ora “surriscaldando” e mettendo in pericolo l’economia della prima potenza mondiale. Gli ultimi parametri di riferimento hanno in effetti mostrato un aumento dei prezzi al consumo, ma sia la Fed sia l’amministrazione Biden replicano che questi aumenti sono in gran parte attesi dato che l’economia sta ripartendo dopo la brusca recessione indotta dalla pandemia, quando i prezzi erano scesi.In attesa della Fed, Wall Street aveva aperto in lieve rialzo per poi scendere con l’avvicinarsi delle dichiarazioni di Powell. Già nei giorni scorsi il capo della Fed aveva rassicurato i mercati sostenendo che il rialzo dell’inflazione era «di natura temporanea», stessa tesi del ministro del Tesoro Usa Janet Yellen nel suo intervento al Senato sul budget («Riaprire un’economia chiusa si riflette nell’attuale fiammata inflazionistica»).Nel corso della giornata di attesa per le decisioni della Federal Reserve, dalla Casa Bianca è arrivata un’altra importate decisione. Il presidente Joe Biden ha nominato Lina Khan, una delle principali voci critiche del potere delle grandi aziende tecnologiche, alla presidenza della Federal Trade Commission. Con questa nomina la professoressa (32 anni) della Columbia University Law School assume il ruolo principale nella Casa Bianca di Biden-Harris sui problemi dell’antitrust, proprio mentre al Congresso Usa è sotto accusa il comportamento anti-concorrenziale dei più grandi gruppi tecnologici e dei giganti della Silicon Valley. La nomina di Khan a presidente della Ftc è stata resa nota lo stesso giorno in cui era stata confermata dal Senato degli Stati Uniti per un posto nella commissione di cinque membri. Il suo mandato durerà fino a settembre 2024.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Banche alla verifica degli stress test dopo il Covid. Quante sono le aziende affidate che hanno pos...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo 10 anni passati a riaversi dai traumi della crisi finanziaria 2008 e cinque a tagliare i risch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«È una riforma importante quella di cui stiamo discutendo in questi giorni — dice il neo presid...

Oggi sulla stampa