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La Fed spinge le Borse, Milano frena

Le parole del presidente della Fed Bernanke, che mercoledì sera aveva tranquillizzato i mercati garantendo una politica espansiva ancora per molto tempo, hanno offerto un’ottima occasione di riscatto per i listini europei, reduci da una seduta incerta. Un’occasione colta da buona parte dei listini europei (l’indice Euro Stoxx ha chiuso in rialzo dello 0,81%) ma non da Piazza Affari, maglia nera tra le maggiori Borse europee, con un saldo esattamente invariato rispetto alla seduta precedente.

L’asta delude i mercati

Se mercoledì l’indice delle blue chips italiane aveva mostrato di ignorare il declassamento deciso il giorno prima da Standard & Poor’s, perché evidentemente già scontato dal mercato, ieri le vendite non hanno risparmaito il listino.

Dopo una mattinata relativamente positiva l’indice ha bruscamente rallentato a metà mattinata dopo la pubblicazione dell’esito dell’asta del Tesoro a tre e trent’anni che ha registrato una domanda deludente (vedi articolo nella pagina accanto). Un’indicazione che ha fornito ai mercati il pretesto per vendere titoli italiani (lo spread è risalito fino a 285 punti) e di riflesso le azioni delle quotate italiane. Tutto questo in un contesto non certo ottimale sul fronte politico in una giornata che ha visto il capogruppo Pdl al Senato Renato Schifani mettere a rischio il sostegno al governo Letta in caso di condanna di Berlusconi all’interdizione dai pubblici uffici.

Nuovi timori su Lisbona

I dubbi sulla governabilità peraltro non riguardano solo l’Italia. È tornata a farsi critica ad esempio la situazione del Portogallo. Dopo la crisi politica della scorsa settimana, nata dallo scontro sull’austerity, la maggioranza sembrava essersi ricomposta grazie all’accordo di rimpasto raggiunto sabato scorso dal premier Coelho con il leader dei conservatori ed ex ministro degli esteri Portas, promosso a vice-premier. Un patto che però è apparso sconfessato dal presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva che nella serata di mercoledì sera ha fatto un appello per un governo di unità nazionale finalizzato al completamento del risanamento dei conti imposto dai creditori internazionali. Una notizia accolta negativamente dai mercati che hanno affossato i titoli di Stato (lo spread portoghese è risalito a 519 punti) e la Borsa di Lisbona (-2% l’indice Psi 20). Con inevitabile effetto su Atene (-0,98%).

Effetto Bernanke

Tra le Borse “periferiche” l’unica a non soffrire è quella di Madrid (+0,45%) la cui performance è stata più in linea con quella di Francoforte (+1,14%), Parigi (+0,74%) e Londra (+0,59%). Per i listini “core” è stata una giornata decisamente positiva segnata soprattutto dalle indicazioni arrivate la sera precedente dal presidente della Fed Ben Bernanke. «La politica monetaria resterà espansiva ancora a lungo» ha detto il banchiere tranquillizzando i mercati che nell’ultimo mese avevano reagito forse troppo negativamente all’annuncio del direttivo di giugno di una graduale riduzione del quantitative easing, i piani di stimolo monetario.

Gli operatori si sono nettamente posizionati sulle azioni. In Europa e soprattutto a Wall Street (vedi articolo accanto). Marcata è stata poi la reazione dei listini asiatici come dimostra la chiusura della Borsa cinese (+3,23%) e tailandese (+4,22%). Netto infine lo scostamento registrato dal dollaro che ha perso terreno rispetto a tutte le sue principali controparti dopo i picchi toccati nei giorni scorsi. In mattinata il cambio euro-dollaro ha toccato un massimo di seduta oltre 1,32, per poi ripiegare nel corso della seduta poco sopra 1,30.

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