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La Fed prepara la svolta sugli stress test bancari

La Federal Reserve si prepara al più grande cambiamento delle regole sul capitale e sugli stress test annuali delle grandi banche americane nell’era Trump. Le modifiche potrebbero semplificare le regole per istituti come Jp Morgan e Wells Fargo senza mettere a repentaglio il sistema finanziario. Si ridurrebbe la possibilità che le banche falliscano le verifiche della Fed, che esamina la possibilità di continuare a prestare soldi durante gravi recessioni. Ma i big del credito ritengono che questi cambiamenti rendano stabili o innalzino requisiti già troppo stringenti.L’istituto centrale Usa ha osservato che per otto realtà bancarie (Jp Morgan, Wells Fargo, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, State Street, Bank of New York Mellon), considerate di importanza sistemica, le nuove proposte manterrebbero o, in pochi casi, innalzerebbero i requisiti di capitale. Per le altre banche non vi sarebbero modifiche sostanziali. Alcune modifiche renderebbero più facile passare gli stress test e le grandi banche potrebbero progettare il taglio dei dividendi e la restrizione del bilancio. Non sarebbe più solo un criterio quantitativo sul capitale proprio a determinare il fallimento o meno del test: elemento che impedisce di aumentare la quota di capitale da riservare agli azionisti. A orientare sarebbero criteri qualitativi: per esempio l’individuazione, da parte della Fed, di lacune nella gestione dei rischi. I requisiti di capitale potrebbero essere ridotti da 24 a 14.

Al tempo stesso i risultati dei test verrebbero utilizzati per calcolare un requisito di capitale cuscinetto da stress, che le banche dovrebbero poi soddisfare negli anni successivi. Nel caso in cui una banca dovesse scendere sotto questo livello, andrebbe incontro a limitazioni nella distribuzione di capitale o nei pagamenti di bonus.

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