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La Fed non cambia strategia

La Federal Reserve conferma la politica monetaria accomodante e promette di mantenerla fino a quando l’economia americana non si riprenderà dagli effetti della pandemia. Al tempo stesso la banca centrale Usa evidenzia il miglioramento delle prospettive di crescita. «A seguito di una moderazione nel ritmo della ripresa, gli indicatori di attività economica e occupazione sono aumentati di recente, sebbene i settori più colpiti dalla pandemia rimangano deboli», ha spiegato la Fed. La maggior parte dei 18 banchieri dell’istituto si aspetta di mantenere i tassi di interesse a breve termine vicini a zero fino al 2023. Sette membri, tuttavia, prevedono un aumento del costo del denaro nel 2022 o nel 2023 rispetto ai cinque di dicembre. Per quest’anno sono stimate una crescita economica più forte, un’inflazione più alta (sopra il 2%) e una disoccupazione inferiore rispetto alle previsioni di dicembre.

Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha spiegato che sarà rivalutata l’appropriatezza della linea espansiva di politica monetaria «quando avremo visto concretamente realizzarsi progressi» anche sul tasso di disoccupazione, e non solo sulla base dei «progressi previsti», come quelli attuali: «Non agiremo preventivamente sulla base di previsioni». Quanto a un’eventuale stretta, Powell ha detto che «lo stato dell’economia fra due o tre anni resta molto incerto e non mi focalizzerei sui tempi del futuro rialzo dei tassi».

In attesa delle comunicazioni provenienti da oltreoceano le borse europee si sono mosse prudenti e hanno chiuso la seduta contrastate. A Milano il Ftse Mib è salito dello 0,08% a 24.281 punti. Positiva anche Francoforte (+0,27%), mentre Parigi è rimasta sul filo della parità (-0,01%) e Londra ha perso lo 0,60%. A New York il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dello 0,50 e dello 0,67% .

Sul mercato obbligazionario europeo le vendite hanno accelerato nella seconda metà della giornata nella scia di quelle sui Treasury Usa. Il rendimento del decennale è salito di 5 punti base a -0,28% e quello del T-Note ha chiuso in rialzo di 6 punti all’1,67%. Lo spread Btp-Bund si è allargato di quasi 3 punti a 98,600.

A piazza Affari ancora ben comprati i titoli bancari, con gli investitori che restano concentrati sul tema m&a: Banco Bpm +3,82%, Bper +3,12%, Unicredit +1,78%, Mediobanca +1,06%, Intesa Sanpaolo +0,92%, B.P. Sondrio +2,05%. A due velocità il comparto industriale: acquisti su Pirelli (+2,02%), Stellantis (+1,19%) e Cnh I. (+0,98%), mentre hanno perso terreno Buzzi Unicem (-1,16%), Stm (-0,75%) e Ferrari (-0,85%). Fra i petroliferi sotto la parità Tenaris (-0,39%) e Saipem (-0,17%), mentre Eni ha guadagnato lo 0,59%.

Tra le mid cap in gran spolvero MutuiOnline (+9,50%) dopo i giudizi positivi degli analisti sui conti del 2020. Ben comprate anche OpenjobMetis (+3,57%) e La Doria (+6,17% a 15,80 euro), quest’ultima promossa da Intesa Sanpaolo a buy, con il prezzo obiettivo che passa da 15,40 a 21 euro. Su Aim Italia in luce Italian Wine Brands (+2,45%).

Nei cambi, l’euro è sceso sul dollaro a 1,1907.

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