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La Fed e la Bce ci hanno salvato dal grande crollo

Nel 2012 il Fondo monetario ha previsto una ripresa lenta e incerta dell’economia globale fino al 2017 e un suo consolidamento espansivo dal 2018 in poi. I dati correnti lo confermano. Anche la ripresa nell’Eurozona ha preso un buon ritmo, Francia e Italia a parte. Tale previsione azzeccata, almeno per il momento, è dovuta alla bravura degli analisti o ad altro? La metodologia adottata, semplificando, non è particolarmente evoluta: assume la continuità dei sistemi osservati e applica modelli lineari. Pertanto si può ipotizzare che l’oggetto di studio abbia esibito una sostanziale continuità che ha favorito la sua prevedibilità con metodi che assumono la continuità stessa.

Ripensando quello che è successo nel mondo, particolarmente in America e in Europa, dal 2008 a oggi, ciò è una sorpresa: il sistema complessivo è rimasto in sostanziale equilibrio nonostante l’irruzione di molteplici forze destrutturanti. Buona governance globale? In relazione alla crisi degli anni 30, i mercati sono rimasti aperti invece di chiudersi e far collassare il commercio internazionale; l’America ha inondato il suo mercato (motore centrale di quello globale) di liquidità invece di ridurla e la crescita forzata della domanda in Cina ha bilanciato un po’ il gap sia in America sia in Europa nel momento più critico.

L’Europa ha fatto gli stessi errori dell’America nel 1929-30, cioè applicare il rigore invece di aprire tutti i cordoni della borsa, ma nel 2012 la Bce ha parzialmente corretto la mancanza di reattività dell’Eurozona agendo come prestatore di ultima istanza. In sintesi: governance non male, ma nemmeno particolarmente efficace e coordinata. Ciò fa ipotizzare che la tenuta del sistema sia stata favorita, più che dalla governance politica, da una tecnica monetaria che ha riempito di liquidità il sistema finanziario spingendolo a creare una nuova bolla trainante che, in effetti, ha mantenuto, nelle democrazie, una maggioranza di ricchi pur in una situazione di aumento degli impoveriti.

Se la minoranza degli impoveriti non si trasformerà in governance apocalittica nelle democrazie, e sembra di no, allora si potrà dire che questa crisi è stata risolta grazie alla leva finanziaria mossa dalle Banche centrali che hanno praticato un azzardo morale implicito colossale. In sintesi, è stata tutelata (e per questo facilmente prevista) la continuità del capitalismo che procede per bolle e sbolle. Divertente, ma tale capitalismo solo per i «forti» lascia troppi «deboli» per strada. Questa volta è andata bene, ma a pelo. La prossima richiederà una bolla più inclusiva.

Carlo Pelanda

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