Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La fattura elettronica supera il primo esame

Le prime due settimane della fattura elettronica chiudono con oltre 30 milioni di documenti inviati, una media di più di due milioni di invii al giorno, e una percentuale di scarto in discesa rispetto al dato fornito dal ministro dell’economia Giovanni Tria in Parlamento: 5,66% contro l’8% dei primi giorni. Lo evidenzia il primo monitoraggio compiuto dall’Agenzia delle entrate sull’adempimento che dal 1° gennaio vede l’obbligo di emissione della e-fattura tra partite Iva private. Tra gli errori più comuni che generano gli scarti al primo posto, secondo i numeri che ItaliaOggi è in grado di anticipare, ci sono i file non conformi alle specifiche tecniche date dall’Agenzia. Il 36% dei documenti arriva in formato non Xml, mentre il 26% dello scarto ha ragion d’essere nella fattura duplicata (si veda la tabella in pagina). In sostanza, chi dubita di aver fatto bene il primo invio lo rimanda uguale, generando così lo scarto. C’è poi l’errore del codice fiscale o della partita Iva non valida, che riguardano il 6% dei casi. Quest’errore, però consente all’Agenzia delle entrate, nei cinque giorni deputati a fornire la risposta, di avvisare l’utente, mentre in passato con il meccanismo cartaceo era più difficile riscontrare l’errore e correggere il documento. Infine il 17% dei casi presenta voci residuali, ognuna un piccolo caso a sé. Sono, poi, 583.200 gli operatori che hanno inoltrato allo Sdi (sistema di interscambio) dell’Agenzia delle entrate i documenti elettronici. All’Agenzia in queste prime due settimane del 2019 sono pervenute richieste di generazioni QR CODE pari a 2.570.494 e registrazioni di indirizzo telematico pari a 2.808.949.

I rilievi dell’Anc

I numeri in sostanza dimostrano un andamento costante e fronte di un miglioramento della qualità dell’adempimento. L’Agenzia delle entrate procede allontanando il rischio, almeno per il momento, di un blocco generalizzato del sistema (temuto dopo l’esperienza spesometro dello scorso anno). Anche se non si placano le proteste dell’Anc (l’Associazione nazionale dei commercialisti) che ieri ha inviato una lettera al ministro dell’economia Giovanni Tria per evidenziare ancora una volta «rallentamenti, blocchi, assistenza inadeguata se non inesistente, un percorso ad ostacoli», scrive il presidente dell’Anc, Marco Cuchel, «che sta producendo i suoi effetti negativi sull’attività di molte imprese, penalizzando in particolare quelle più piccole, senza però risparmiare le realtà più strutturate». Uno snodo temporale importante per la tenuta del sistema è quello rappresentato da fine mese e dal 16 febbraio. Come ItaliaOggi ha avuto modo di raccontare, moltissime imprese e professionisti hanno inteso la moratoria delle sanzioni fino a giugno/settembre (a seconda dell’invio mensile o trimestrale) come una proroga di fatto, aggirando l’obbligo della trasmissione con un anticipo di copia di cortesia cartacea e trasmissione in tempi diversificati al sistema dell’Agenzia delle entrate.

I chiarimenti di Assosoftware

Intanto ieri Assosoftware, l’associazione delle case produttrici di software, ha inviato una nota tecnica agli iscritti in cui anticipa dei chiarimenti di prassi su alcuni punti che hanno generato dubbi tra gli operatori. Sulla data emissione/ricezione della fattura, Assosoftware precisa ad esempio che si mantengono «per il primo semestre, le preesistenti modalità di emissione/annotazione della fattura attiva». In altri termini:

  • la data di emissione della fattura (data che compare sul documento) coincide con la data di effettuazione dell’operazione (in riferimento alle fatture immediate);
  • la fattura deve essere trasmessa entro il termine di liquidazione del periodo di emissione (16 del mese successivo per i mensili e 16 del secondo mese successivo per i trimestrali);
  • l’annotazione della fattura sul registro Iva può essere effettuata in una qualsiasi data compresa tra la data di emissione e il giorno 15 del mese successivo, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione.Per quanto riguarda, invece il rapporto tra fatture e tessera sanitaria Assosoftware chiarisce ai suoi iscritti che «tutte le fatture trasmesse al sistema TS (comprese quelle con tipologia spesa AA) verranno escluse dalla fatturazione elettronica; tutte le fatture non trasmesse al sistema TS a seguito dell’opposizione espressa dal paziente, verranno escluse dalla fatturazione elettronica».

    Assosoftware suggerisce inoltre a tutti gli operatori che, per prassi, emettevano fatture miste, contenenti cioè sia righe di spese che venivano trasmesse al sistema TS, sia righe che non venivano trasmesse al sistema TS (in quanto non rilevanti, o per le quali vi era l’opposizione del paziente), «di procedere, a decorrere dal 2019, con la fatturazione separata di tali spese».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa