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Per la fattura elettronica una proroga all’italiana

Per la fattura elettronica una soluzione all’italiana. L’obbligo è scattato il 1° gennaio scorso ma gli operatori stanno posticipando al 16 febbraio prossimo l’invio dei documenti elettronici alle Entrate. Non solo i piccoli esercenti, ma anche le grosse catene di distribuzione commerciale stanno accogliendo i clienti alla cassa con cartelli con la scritta «Fatturazione elettronica, servizio momentaneamente non disponibile». «Rilasciamo a chiunque faccia richiesta la copia cortesia indicando allo stesso che potrà reperire la fattura elettronica sul proprio cassetto fiscale, con i limiti e nelle tempistiche legate al controllo da parte dell’Agenzia delle entrate», spiegano a ItaliaOggi da una di queste catene. Insomma, se per i piccoli esercenti le giustificazioni sono del tipo «sto aspettando il tecnico, nessun problema ma mi deve adeguare la cassa con il nuovo software», dalle grandi imprese arrivano spiegazioni più articolate. Sfruttando il periodo di moratoria delle sanzioni, come previsto dal dl 119/18, i nomi grossi del retail prendono tempo senza affannarsi a rilasciare il documento elettronico contestuale alla spesa. E programmano gli invii al postino certificatore, l’Agenzia delle entrate, sfruttando la possibilità concessa dalla legge di scaglionarli e trasmetterli entro il 16 del mese successivo all’emissione, con una corsia rilassata almeno fino a luglio.

La conferma della nascita, accanto all’obbligo della prassi non scritta, ma tollerata, arriva anche da Maurizio Postal, delegato alla fiscalità del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti. «Le imprese raccolgono i dati, rilasciano la fattura secondo la vecchia procedura, quindi in formato cartaceo, e le accumulano, riservandosi gli invii entro il 16 febbraio, perché la norma consente l’invio della fattura ritardata». La prova del nove sulla tenuta delle piattaforme informatiche, messe a punto da Sogei per conto dell’Agenzia delle entrate, è quindi prevista dai commercialisti tra fine mese e la prima metà di febbraio. «Il sistema è in marcia», conferma Postal, «la tenuta della struttura pubblica sarà messa alla prova al momento dell’invio dei grandi numeri tra fine gennaio e metà febbraio, quello a cui stiamo assistendo è un rinvio massivo. E al momento non abbiamo visto grosse anomalie sul sistema pubblico».

Stefano Bassi, direttore generale di Ediel, società che fa da intermediario per la fatturazione elettronica a circa 200 partite Iva (tra cui primarie società di elettronica, informatica e tecnologia), conferma: «Non stiamo riscontrando particolari problemi, gli avvisi esposti alle casse di alcuni punti vendita possono essere spiegati con il fatto che importanti marchi diano in franchising la gestione e sono quei punti vendita in franchising ad avere il problema con il loro sistema. Posso confermare che ad oggi i grossi associati non hanno rilevato alcun problema con gli invii». Come ItaliaOggi ha verificato in questi primi giorni di avvio del sistema, i problemi li stanno avendo, semmai, i professionisti che hanno scelto determinati gestionali, e piattaforme piccole che hanno offerto servizi a basso costo e che ora non sono in grado di mantenere le promesse. Anche ieri si sono registrati rallentamenti e blocchi non dipendenti dal sistema a monte (Agenzia delle entrate) ma piuttosto da quello a valle (singoli prodotti software). Roberto Bellini, presidente di Assosoftware, sottolinea: «Più che sul funzionamento i nostri iscritti ci stanno inviando problemi sul contenuto. Chi ha gestionali preparati dai nostri associati lavora come al solito e poi preme il tasto invio. Al momento non ci sono arrivati segnali o blocchi per l’invio. Le ricevute stanno arrivando, certo vista la velocità nell’invio molti vorrebbero una ricevuta in tempo reale ma ricordiamo che l’Agenzia può inviare la ricevuta entro cinque giorni. E di solito sta arrivando dopo 24-48 ore». Tutto tranquillo dunque? In attesa della prova del nove di fine mese, Marco Cuchel, presidente di Anc (Associazione nazionale commercialisti), ricorda che «pervengono segnalazioni di gravi malfunzionamenti e blocchi sul sistema di fatturazione elettronica. Oltre alla piattaforma pubblica dell’Agenzia delle entrate, che già dalle 8,45 (di ieri, ndr) accoglieva con un «impossibile raggiungere sito», in questo momento ancora riscontrabile, anche sui sistemi di invio gestiti da privati sono state rilevate diverse anomalie. «Quello che avevamo previsto e denunciato si sta puntualmente verificando», afferma Cuchel, «e ciò che qualcuno ha generosamente considerato rallentamenti e difficoltà dovuti all’applicazione di un nuovo sistema, si sta rivelando la regola».

Cristina Bartelli

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