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La fabbrica di Termini Imerese a Di Risio

di Fabrizio Massaro

MILANO — Sarà la Dr Motors, il produttore-assemblatore di auto fondato dall'imprenditore molisano Massimo Di Risio a rilevare lo stabilimento di Termini Imerese che la Fiat lascerà a fine 2011. La proposta della società di Isernia è stata ritenuta dal governo più congrua di quella della De Tomaso guidata da Gianmario Rossignolo. La decisione è stata presa ieri dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, dal presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e dall'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, l'agenzia che ha in mano il dossier Termini. Di Risio ha messo sul piatto circa 125 milioni tra investimenti strutturali e in ricerca&sviluppo nel triennio 2013-2016, tra capitale proprio e finanziamenti pubblici. Lo stabilimento sarà solo in uso a Di Risio e tornerà nella disponibilità della Regione se nei tre anni Dr non rispettasse gli impegni presi.
Si definisce così un passo importante per il dopo-Fiat nella cittadina siciliana, a pochi mesi dallo stop alla produzione. In ballo a Termini ci sono 2.200 lavoratori fra dipendenti diretti e indotto. L'accordo prevede che per il 2016 saranno ricollocati 1.600 dipendenti fra Dr Motors, che si è impegnata ad assorbirne 1.312, e le altre società che si insedieranno nell'area: ieri sono state selezionate, nell'ambito del «contratto di sviluppo» (una procedura nata nel dicembre 2010 e al suo esordio proprio su Termini Imerese) Lima Group (elettromedicali e protesi sanitarie) e Biogen (energetico e biomasse). Complessivamente Dr, Lima e Biogen investiranno 341 milioni con agevolazioni pubbliche per 67 milioni, cui vanno aggiunte quelle della Regione (200 milioni per Dr). Un'altra fetta di dipendenti ex Fiat verrà assorbita da Medstudios (produzione tv) e Newcoop (logistica).
«Conservare a Termini Imerese il know-now automobilistico è una scelta strategica di grande rilevanza», ha detto Di Risio, definendosi «orgoglioso» della scelta, « perché consente di mantenere e rafforzare il presidio e il volano di competenze, ricerca e sviluppo tecnologico». Il sindaco Salvatore Burrafato, è prudente: «Abbiamo un interlocutore, ma ora parte il confronto per l'assorbimento del personale». È il nodo cruciale: fuori dal piano restano circa 700 persone. «Dovremo lavorare su chi è vicini all'età pensionabile, circa 600 persone, per questo serve un tavolo con il ministero del Lavoro». Dalla Fiom ci sono poi dubbi sul piano di vendita di 60mila auto, visto che nel 2011 Dr ne venderà circa 3.500. La decisione su Termini è arrivata proprio nel giorno in cui il numero uno di Fiat, Sergio Marchionne, ha raddoppiato in Chrysler, sommando in sé la carica di presidente e di amministratore delegato del gruppo Usa. «Siamo sulla strada giusta per ricostruire Chrysler», ha detto Marchionne. «Restituire i prestiti pubblici sei anni prima del previsto e rifinanziare il nostro debito rafforzano la nostra convinzione che siamo sulla giusta strada per rilanciare quest'azienda e riportarla al posto che merita nel panorama dell'industria automobilistica mondiale».
 

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