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La dilazione non è di diritto

Non esiste un diritto del contribuente a ottenere la dilazione delle imposte iscritte a ruolo. L’accesso a tale beneficio è condizionato all’esistenza della condizione di temporanea difficoltà di adempiere e può essere negato da Equitalia qualora tale condizione sia non più temporanea ma duratura.

Le direttive di Equitalia che individuano i criteri utili alla verifica della condizione di temporanea difficoltà sono atti di natura amministrativa di rango inferiore alla legge e pertanto il contribuente potrà dimostrare l’esistenza di tale presupposto anche attraverso altri elementi. Tuttavia, una volta chiesta la dilazione dei debiti iscritti a ruolo, questa deve essere omnicomprensiva e non può essere parziale e limitata solo ad alcuni debiti tributari.

Eccole, in estrema sintesi, le più recenti prese di posizione della giurisprudenza tributaria di merito in materia di diniego del concessionario della riscossione alla richiesta di dilazione da parte del contribuente.

L’oggetto del contendere è ovviamente l’interpretazione dell’articolo 19 del dpr 602/1973 ai sensi del quale «l’agente della riscossione, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo».

Ed è proprio sulla possibilità che la legge attribuisce al concessionario che la Ctr Firenze (sentenza 73/2012) ha respinto il ricorso di un contribuente che invocava l’accoglimento della dilazione come un suo vero e proprio diritto statuendo che, se è vero che la norma riconosce un diritto alla rateazione a favore del contribuente, recita la parte motiva della sentenza, è altrettanto vero che il concessionario è tenuto alla valutazione delle condizioni che lo stesso provvedimento normativo prescrive, ovvero la sussistenza della temporanea situazione di obiettiva difficoltà. In assenza di tale condizione, conclude la sentenza, il concessionario può legittimamente respingere la richiesta del contribuente.

Ma il concessionario della riscossione può respingere la richiesta di dilazione del contribuente non solo se non c’è una situazione di temporanea difficoltà ad adempiere ma anche quando tale situazione è ancora più grave ovvero è ai limiti del vero e proprio dissesto finanziario. Secondo la Ctp Cremona (sentenza 14/2/12), infatti, se dai dati esaminati emerge che il debitore è in una situazione di insolvenza duratura e strutturale, il beneficio della dilazione non può essere concesso. In casi come quello esaminato dai giudici del capoluogo lombardo emerge infatti che la società richiedente non è più in grado di pagare le rate a causa della situazione di difficoltà, che «non è più solo finanziaria, ma economica, che non è temporanea, ma consolidata e strutturale».

Tornando nuovamente sul tema della prova dell’esistenza della condizione di temporanea difficoltà secondo la Ctp Milano (sentenza 194/47/11) il contribuente può dimostrare la situazione di temporanea difficoltà per l’accesso alla rateazione anche attraverso altri elementi e non soltanto sulla base di quelli fissati dalle direttive di Equitalia. L’articolo 19 del dpr 602/73, si legge in sentenza, per consentire l’accesso al beneficio della rateizzazione si limita a prevedere una temporanea situazione di obiettiva difficoltà, e non può una circolare, fonte di rango inferiore, determinare l’impossibilità della rateizzazione quando invece il ricorrente ha dimostrato di trovarsi nella condizione prevista dall’articolo di legge in questione. Nel caso di specie il contribuente aveva dimostrato sia una consistente riduzione dei ricavi aziendali nella misura del 70%, sia la contestuale presenza di procedure di recupero crediti attivate in sede giurisdizionale.

Da ultimo occorre inoltre tenere presente che quando un contribuente richiede il beneficio della dilazione questo deve comprendere tutti i carichi a ruolo. Secondo la Ctp Bari (sentenza 130/20/11) non è infatti ammissibile una istanza di dilazione parziale.

La richiesta di rateizzazione consiste infatti in un vero e proprio beneficio che viene riconosciuto ai contribuenti già inadempienti e di conseguenza una istanza di rateizzazione riferita solo ad alcune delle somme iscritte a ruolo non può trovare accoglimento. I giudici pugliesi hanno dunque respinto la tesi del contribuente secondo il quale invece, poiché l’articolo 19 del dpr 602/73 non impone in alcun modo di richiedere la rateazione di tutti i carichi pendenti, l’operato di Equitalia doveva considerarsi illegittimo.

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