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La difesa inizia con le password e con pochi dati sui social

Una società di recupero crediti che chiede il saldo per un prestito che non è mai stato chiesto. Oppure chiedere un mutuo o un altro finanziamento e scoprire di essere considerati dei cattivi pagatori, con dozzine di rate non pagate. L’estratto conto della carta di credito contiene spese fatte a Budapest, a Rio, a Miami lo stesso giorno. L’amara verità è una sola: ci hanno clonato l’identità per ottenere contanti o fare shopping selvaggio. Oltre alla denuncia alle forze dell’ordine è sempre meglio verificare la propria posizione con le informazioni dei Sistemi di informazioni creditizie (Sic). La copia della denuncia, consigliano gli esperti di Crif, deve essere poi trasmessa alle banche e alle altre società coinvolte. Si deve inoltre conservare tutta la documentazione utile per dimostrare la propria estraneità ai fatti.
Come agiscono
Per clonare l’identità i ladri attingono alle informazioni postate sui social, indispensabili per creare il codice fiscale e finte buste paga, recuperano le password della email e l’home banking, utilizzano carte d’identità rubate. Oppure ottengono le informazioni con il phishing o “comprano” sul dark web i dati delle carte di credito, le password, i dati personali.
La difesa
Cambiare le password dell’home banking e della casella di email con frequenza, controllare gli estratti conto soffermandosi su tutte le operazioni. «Per tutelarsi è meglio fornire le informazioni solo ai siti istituzionali mentre su siti dubbi è meglio usare email “usa e getta” con password studiate per questi servizi – spiega Gabriele Faggioli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Information security & privacy del Politecnico di Milano e presidente del Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informativa -. Meglio scegliere password efficaci e differenziarle con attenzione: non utilizzare la stessa mail e password per accedere alla rete aziendale, alla banca e ai social». Inoltre è meglio non cedere incautamente i propri dati personali sia online che nella vita reale. Non trasmettere i numeri della carta di credito via mail, non dare la carta d’identità ai siti, per esempio, di e-commerce. Utilizzare token e altri sistemi come gli sms per la “strong authentication” per l’home banking, servizi web e attività sensibili.
Le conseguenze
Se un criminale acquista a nome di altri un bene o un servizio senza pagarlo, la vittima può trovarsi ad affrontare accuse di truffa, furto e simili. Se si finisce in un elenco di protestati, anche dopo aver chiarito la propria posizione con le forze dell’ordine, finanziamenti e mutui potrebbero essere rifiutati per anni. Se, come è successo, l’identità viene utilizzata per frodare altre persone su siti di e-commerce, si è costretti a affrontare costi ingenti e problemi reputazionali sia nella vita privata che sul lavoro. La vittima deve inoltre riportare all’indietro la propria storia creditizia dimostrando di essere stato bersaglio di una frode e nei casi più complicati può essere necessario ricorrere a un avvocato per chiarire la propria posizione.
Dal maggio 2018 con l’applicazione del Regolamento europeo sulla protezione dei dati, le società che subiscono la violazione e furto dei dati personali dovranno informare le autorità di controllo e nei casi più gravi anche i cittadini.

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