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La difesa di Bankitalia: mai spinto per la fusione

Un passaggio più che esplicito. A pagina 15 del documento che Carmelo Barbagallo, capo della vigilanza di Bankitalia, illustra ai parlamentari della commissione di inchiesta sul settore creditizio, figura la risposta alle dichiarazioni del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, rilasciate all’organismo di Palazzo San Macuto. Barbagallo spiega che Bankitalia «non ha chiesto, né incoraggiato, né tanto meno favorito la Popolare di Vicenza ad acquisire Banca Etruria». Una ricostruzione che tacita le polemiche generate dalle parole di Rossi,e sconfessa le parole di quest’ultimo in audizione. Dove, lo scorso 30 novembre, il magistrato ha classificato come «singolare» la scelta di Bankitalia di avere suggerito l’aggregazione di Banca Etruria con Popolare di Vicenza. La quarta audizione di Barbagallo in commissione si configura, dunque, come una difesa su tutta la linea dell’operato di Palazzo Koch.

L’intervento è l’occasione per ricostruire la vicenda delle 4 banche insolventi, oltre a Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Ad accomunare in chiave negativa i 4 istituti è stato un modello di governance «fortemente inadeguata». Nel caso della banca aretina, dove il padre della sottosegretaria Maria Elena Boschi rivestiva la carica di vicepresidente, il documento di Bankitalia ricorda che in presenza «di un debole controllo da parte degli azionisti» ha fatto da contraltare «l’autoreferenzialità dei vertici aziendali, decisi a mantenere condizioni di autonomia». Severo anche il giudizio sulla governance delle altre tre banche, danneggiate «dalla strategia delle Fondazioni, volta a conservare un ruolo dominante». Un’istantanea corredata dalla rivendicazione di Barbagallo sull’«incalzante azione» esercitata da parte della vigilanza di Via Nazionale, con tanto di complessive 18 ispezioni.

La cronaca registra, intanto, che Bankitalia sarà parte civile nel processo contro gli ex vertici di Popolare di Vicenza. E oggi in audizione è previsto Gianni Zonin, ex presidente dell’istituto veneto.

Andrea Ducci

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