Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La delusione dei negoziatori Ue: inaffidabili le carte di Atene

 Se nelle scorse settimane la frustrazione e la delusione dei negoziatori della Commissione europea nel confronto con le delegazioni greche erano un fiume carsico, ieri è sfociato prima nelle parole del portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, che ha definito «informazioni fuorvianti» quelle finora diffuse dal governo di Atene e ha detto che il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker è «deluso», e poi nell’elenco ufficiale — mai accaduto prima finora, stilato dalla portavoce competente per gli Affari economici, Annika Breidthardt — delle proposte dei creditori e delle controproposte greche. 
I contenuti dei documenti sul tavolo della trattativa erano già ampiamente circolati ma la Commissione si era sempre rifiutata di fare commenti ufficiali, così come di dare dettagli sugli incontri avvenuti durante i negoziati. «Poi puntualmente diffusi da parte greca», lamenta una fonte vicina al dossier. Il cambio di strategia comunicativa nasce dalla volontà di mostrare la «flessibilità» dei creditori internazionali e lo «sforzo» dei mediatori di trovare un terreno comune per raggiungere un’intesa. A spiazzare gli interlocutori di Bruxelles è stato l’atteggiamento di Atene durante i negoziati. A cominciare, viene fatto notare, dal comportamento del premier greco Alexis Tsipras nella ormai famosa cena a Bruxelles con il presidente Juncker e il numero uno dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, al termine della quale aveva parlato di «posizioni realistiche» poi rigettate due giorni dopo in Parlamento ad Atene. Situazione simile avvenuta durante gli incontri con il commissario agli Affari economici Pier Moscovici: «Qui manifestava disponibilità e diceva di accettare gli obiettivi sul tavolo — racconta una fonte diplomatica — poi però mandava proposte con obiettivi più bassi e una volta in patria teneva un atteggiamento molto aggressivo nei nostri confronti». L’ultimo tentativo di negoziato fallito domenica ha seguito lo stesso copione. Le proposte presentate sabato erano state giudicate insufficienti dai creditori, che ne hanno chieste di alternative per la domenica. «Le aspettavamo per le 3 — racconta un’altra fonte diplomatica — un’ora dopo ci sono arrivate le nuove proposte: erano quelle del giorno prima. Abbastanza per sospendere il dialogo».
Ecco il terreno del confronto: «Abbiamo sostanzialmente ridotto gli obiettivi di avanzo primario — ha spiegato Breidthardt — all’ 1% nel 2015 anziché 3% come previsto nel precedente programma, del 2% nel 2016 e del 3,5% nel 2018. Sul fronte delle pensioni, invece, abbiamo chiesto una revisione dell’intero sistema, uno dei più costosi d’Europa». Il taglio proposto dai creditori è dell’1% di Pil l’anno, mentre Atene «ci ha proposto tagli per 71 milioni, pari allo 0,04%». «Non è vero poi che abbiamo chiesto tagli ai salari», solo di «modernizzare» la griglia salariale del settore pubblico e la contrattazione collettiva.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa