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La delibera non è regolare se manca la sottoscrizione di presidente e segretario

La delibera assembleare che non reca la sottoscrizione né del segretario né del presidente è da ritenersi nulla perché carente dei requisiti essenziali previsti dalla legge.
Con questo dispositivo, il Tribunale di Benevento (sentenza 1595/2014) ha annullato una delibera con la quale erano stati approvati alcuni rendiconti dai cui risultava un credito dell’amministratore che, però, il condominio disconosceva per mancata esibizione dei documenti giustificativi.
L’amministratore si attivava per il recupero del proprio credito; il condominio convenuto eccepiva però la nullità della delibera per la mancata sottoscrizione del verbale da parte del segretario e del presidente nonché l’esistenza di una successiva delibera con la quale i condomini avevano revocato quanto deciso nella precedente.
Il giudice di merito ha stabilito che, pur sussistendo la nullità, se non addirittura l’inesistenza, del primo deliberato, in quanto non sottoscritto né dal presidente né dal segretario, tuttavia a ciò si poteva sopperire con una successiva deliberazione, che però, nella fattispecie, conteneva la volontà dell’assemblea di revocare quanto in precedenza approvato.
Lo stesso giudice, al di là delle diverse questioni analizzate in sentenza, ha voluto annoverare le delibere non sottoscritte dal presidente e dal segretario tra le «delibere prive degli elementi essenziali» che, in base alle sezioni unite della Corte di cassazione (sentenza 4806/2005), sono da considerarsi nulle.
Anche la giurisprudenza di legittimità (Cassazione, sentenza 23687/2009), pronunciandosi in merito al valore giuridico delle dichiarazioni contenute nel verbale d’assemblea condominiale, ha fatto rientrare il verbale assembleare, pur privo della sottoscrizione del presidente e del segretario, nell’ambito delle «dichiarazioni di scienza» con efficacia di una confessione stragiudiziale solo nei confronti dei condòmini consenzienti.
Parzialmente diverse le conclusioni cui era giunta molti anni fa la stessa Cassazione nel caso di mancata sottoscrizione del verbale da parte della persona che abbia, in un primo tempo presieduto l’assemblea condominiale e poi, per un qualsiasi evento, si sia allontanata, sicché il verbale sia stato sottoscritto soltanto dal presidente subentrato al primo. In tal caso si concretizza un’irregolarità formale che non determina la nullità della deliberazione, e che pertanto deve essere dedotta nel termine perentorio di cui all’articolo 1137, Codice civile (Cassazone, sentenze 212/1972 e 2812/ 1973).
A tale conclusione giunge anche il Tribunale di Genova che (sentenza dell’8 febbraio 2012) ha respinto il ricorso di un condòmino sul punto della delibera mancante della firma del presidente ma contenente quella del segretario che ha redatto l’atto. Secondo il giudice, infatti mentre la sottoscrizione del segretario è essenziale, secondo un principio generale valevole per gli organi collegiali di enti pubblici e privati, la sottoscrizione del presidente, poiché non implica l’assunzione della paternità dell’atto, ma attiene al controllo della fedeltà e della completezza della verbalizzazione, non incide sulla esistenza giuridica del verbale.

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