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La cura anti-spread sul tavolo della Ue

L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio a Bruxelles. Qui i ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona dovranno affrontare una nuova corsa contro il tempo per definire i dettagli tecnici della terapia d’urto contro la crisi decisa al vertice Ue di fine giugno. A giocare un ruolo da protagonista sarà l’Esm, il nuovo fondo salva-Stati europeo: potrà acquistare («in modo flessibile») titoli pubblici per frenare la corsa dei rendimenti, come chiesto e ottenuto dal premier Mario Monti, e ricapitalizzare direttamente le banche spagnole. La missione è scritta nero su bianco nelle conclusioni del summit, ma il match dell’Eurogruppo potrebbe rivelarsi più difficile del previsto e richiedere tempi supplementari (già si parla della convocazione di un nuovo incontro il 20 luglio).
La questione più spinosa appare proprio lo scudo anti-spread. La settimana scorsa Finlandia e Olanda hanno minacciato il veto. Una mossa di strategia politica perché il Trattato esige l’unanimità per questo tipo di decisioni, ma prevede anche un’exit strategy: in caso di procedura di emergenza certificata da Commissione Ue e Bce basta una maggioranza del l’85% per dare il via all’operazione. E nell’azionariato del fondo salva-Stati il peso dei due Paesi vale il 7,5 per cento.
I grattacapi non finiscono qui. Nella riunione di oggi, che domani sarà allargata ai ministri dei Paesi Ue fuori dalla moneta unica, occorrerà dunque trovare una risposta a una serie di interrogativi. «La decisione di usare il fondo salva-Stati per acquistare titoli di debito – sottolinea Benedicta Marzinotto, economista del think tank Bruegel – mostra un approccio positivo al contenimento della crisi, ma sono i dettagli tecnici ciò che veramente qualifica la bontà dell’iniziativa e i punti da chiarire sono davvero molti». L’economista ne cita almeno quattro: e Esiste una soglia di riferimento nel valore dello spread da considerarsi pericolosa e quindi tale da giustificare il sostegno dell’Esm? r Quale tipo di condizionalità viene associata al sostegno? È sufficiente che il Paese si limiti a rispettare i target fiscali del Patto di Stabilità o anche le indicazioni di riforma strutturale legate alla nuova procedura di squilibri macroeconomici eccessivi? t Fino a quando il Fondo salva-Stati deve continuare a comprare titoli di debito pubblico?►Qual è il ruolo della Bce?
«Ritengo – aggiunge Marzinotto – che l’Eurogruppo eviterà un eccesso di dettaglio per preservare la flessibilità nell’uso dell’Esm. Probabilmente si insisterà anche sulla discrezionalità nell’uso del fondo: la decisione di intervenire potrebbe essere stabilita caso per caso (anche perché la soglia pericolosa nel valore dello spread varia da Paese a Paese, a seconda ad esempio dello stock iniziale di debito), così come ritagliato su misura sarà il programma di monitoraggio da parte delle istituzioni Ue della situazione fiscale e strutturale del Paese che ha beneficiato del sostegno».
Anche sull’altro tema caldo – la ricapitalizzazione delle banche da parte dell’Esm – restano numerose questioni aperte. Occorrerà chiarire se la misura riguarderà solo gli istituti spagnoli o anche altre banche europee in affanno. Se così fosse, i 500 miliardi di dote dell’Esm potrebbero non essere sufficienti. I tempi, poi, sono incerti. Secondo le ultime indiscezioni prima dell’entrata in vigore del meccanismo è necessario mettere in moto il sistema di vigilanza bancaria unificata. Questo significa che gli istituti iberici non potranno ricevere aiuti diretti dall’Esm prima della metà del 2013: il sostegno, almeno inizialmente, sarebbe convogliato, come avviene ora, tramite lo Stato e peserebbe sul debito pubblico della Spagna.
«Al vertice di fine giugno – spiega Mario Spreafico, responsabile investimenti di Schroders private banking – sono state prese decisioni significative che rappresentano un salto culturale. È probabile che l’Eurogruppo di oggi non sia risolutivo ma che si compiano alcuni passi avanti. Bisogna però passare al più presto dalle parole ai fatti: i mercati devono percepire che esiste la volontà politica di risolvere questa crisi. Se le misure annunciate verranno attuate riteniamo che lo spread BTp-Bund possa iniziare la discesa arrivando fin sotto i 300 punti. Ma occorre agire».

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